Sentenza n. 3109/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza della sentenza n. 153/2025 del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto la carta del docente per l'anno scolastico 2019/20
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore del giudicato)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza n. 153/2025 del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, notificata al Ministero il 23 luglio 2025 e passata in giudicato. La pronuncia aveva condannato il Ministero a riconoscere al ricorrente la carta del docente per l'importo annuo di 500 euro relativo all'anno scolastico 2019/20. Il ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'amministrazione, producendo documentazione a sostegno della spettanza delle somme. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma e non ha dedotto né dimostrato l'avvenuto adempimento.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile perché, dopo la notifica della sentenza, era decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del decreto-legge n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997. Nel merito ha accertato l'inottemperanza del Ministero, rilevando che il giudicato riconosceva il credito e che l'amministrazione non aveva allegato di aver adempiuto. Ha quindi ordinato al Ministero di accreditare al ricorrente, entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza, gli importi riconosciuti, detraendo eventuali pagamenti già effettuati. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, il quale dovrà intervenire su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato e provvedere entro i successivi 60 giorni. Al commissario non è riconosciuto alcun compenso, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
Costituisce la base normativa dell'azione di ottemperanza al giudicato.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito in l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza consente di ritenere procedibile l'azione esecutiva nei confronti dell'amministrazione debitrice.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è procedibile nei confronti di una pubblica amministrazione decorsi 120 giorni dalla notificazione della sentenza che costituisce il titolo esecutivo, secondo quanto previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito in l. n. 30/1997.
- Quando una sentenza passata in giudicato riconosce a un privato il diritto al pagamento di somme determinate o determinabili e l'amministrazione non dimostra l'avvenuto adempimento, il giudice dell'ottemperanza deve dichiarare l'inottemperanza e ordinare il pagamento entro un termine assegnato.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare già nella sentenza un commissario ad acta destinato a intervenire, su istanza del creditore, dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione, attribuendogli il compito di determinare l'importo residuo e adottare gli atti necessari all'esecuzione del giudicato.
- Non è dovuto un compenso al commissario ad acta quando le funzioni commissariali rientrano nei compiti istituzionali del dirigente o funzionario pubblico nominato.
Come è indicizzato
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