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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33595/2024 del 04/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva rigettato la richiesta, ai sensi dell'art. 302 c.p.p., di dichiarare l'inefficacia della misura di custodia cautelare in carcere. Il ricorrente deduce che l'interrogatorio di garanzia del 29/08/2023 si è svolto in assenza del difensore di fiducia regolarmente nominato e non avvisato, essendovi invece la presenza di un difensore d'ufficio; si contesta la legittimità della nomina del difensore d'ufficio e si lamenta che il Tribunale non abbia valutato le eccezioni relative al mancato avviso e non abbia acquisito il verbale e le registrazioni audiovisive/ fonografiche a supporto della ricostruzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità e lo ha ritenuto comunque manifestamente infondato. Ha richiamato l'orientamento secondo cui non è ammissibile riproporre in cassazione i medesimi motivi già censurati nei gradi precedenti senza confrontarsi con la ratio decidendi del provvedimento impugnato. La Corte ha inoltre osservato che il ricorrente non ha documentato di essere stato nominato difensore di fiducia prima dell'interrogatorio né di aver eccepito tempestivamente la mancata convocazione del difensore di fiducia durante l'atto. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., a versare in favore della Cassa delle ammende la somma equitativamente determinata di euro tremila; la Cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • art. 302 cod. proc. pen.

    dichiarazione di inefficacia della misura della custodia cautelare in carcere

    Norma invocata dal ricorrente per ottenere l'annullamento degli effetti della misura cautelare per violazione delle garanzie dell'interrogatorio di garanzia; la Corte richiede prova della nomina del difensore di fiducia e della tempestiva eccezione.

  • art. 310 cod. proc. pen.

    appello contro ordinanze in materia cautelare

    Procedura utilizzata per proporre l'impugnazione avanti al Tribunale; il provvedimento di secondo grado è stato oggetto di ricorso per cassazione.

  • art. 178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    motivi di ricorso per cassazione

    Citato come presunta violazione normativa nella motivazione del ricorso di cassazione, ma la Corte ha ritenuto il motivo aspecifico e non adeguatamente correlato alla motivazione impugnata.

  • art. 294 cod. proc. pen.

    Invocato nel quadro delle nullità intermedie riferite alla mancata partecipazione del difensore di fiducia; la Corte ha ritenuto che non fosse stata dimostrata la rilevanza e la tempestiva eccezione.

  • art. 187, comma 2 cod. proc. pen.

    onere probatorio dei fatti processuali

    Riferimento alla regola per cui ciascuna parte deve provare i fatti processuali che allega quando non siano documentati nel fascicolo; la Corte ha richiamato questo principio per sottolineare l'assenza di documentazione sulla nomina del difensore di fiducia.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    condanna al pagamento delle spese processuali per ricorso inammissibile

    Base normativa per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in caso di ricorso inammissibile.

  • art. 94, comma 1-ter disp. att. cod. proc. pen.

    adempimenti della Cancelleria in caso di condanna

    Disposizione richiamata per l'adempimento degli obblighi della Cancelleria in relazione alla condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000 n.186

    principio sulla determinazione della somma da versare alla Cassa delle ammende

    Utilizzata per motivare l'obbligo del versamento in favore della Cassa delle ammende previa valutazione dell'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Se si contesta l'assenza del difensore di fiducia all'interrogatorio di garanzia, è fondamentale documentare la nomina del difensore prima dell'atto (nomina formale, comunicazioni, atti estradizionali che la attestino) e provare di aver tempestivamente eccepito la mancata convocazione durante l'interrogatorio; senza questa prova la censura rischia di essere inefficace.
  • La mancata eccezione tempestiva di nullità o di omissione formale durante l'atto può determinare la sanatoria della violazione: occorre dimostrare manifestazioni inequivoche di volontà contraria o di protesta immediata per evitare la convalida implicita.
  • In cassazione non è sufficiente riproporre i motivi già rigettati nei gradi precedenti: il ricorso deve confrontarsi specificamente con la ratio decidendi del provvedimento impugnato e indicare chiaramente in quale punto la motivazione sia assente, contraddittoria o illogica, con riferimenti precisi agli atti.
  • Per i fatti processuali (es. nomina del difensore, avvisi effettuati) grava sulle parti l'onere di prova quando tali fatti non risultano documentati nel fascicolo: è quindi essenziale allegare documenti o chiedere l'acquisizione di atti (verbali, registrazioni) in primo grado.
  • Quando si richiede l'acquisizione del verbale e delle registrazioni audiovisuali per provare la dinamica dell'atto, tale istanza va formulata e motivata puntualmente nei gradi di merito e, se possibile, allegata o richiesta formalmente per consentire la verifica probatoria.

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