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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14247/2024 del 08/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha accolto il motivo relativo alla prescrizione e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, disponendo l'estinzione del reato per prescrizione. In sostanza la condanna confermata in appello è stata cassata perché il reato si è estinto per decorso del termine prescrizionale.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso censura l'inosservanza di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento dell'estinzione del reato per prescrizione. La fattispecie riguarda un furto qualificato (artt. 81, 624, 625 n. 2 c.p.) che la sentenza di primo grado aveva qualificato come furto monoaggravato; il fatto si è consumato il 25/05/2015. La Corte territoriale aveva confermato la condanna. Il ricorrente ha dedotto che, essendo il termine di prescrizione minimo per il furto monoaggravato pari a sei anni e non essendovi atti interruttivi intervenuti dopo la prima sentenza del 15/09/2015 (il decreto di citazione per il giudizio di appello è stato emesso successivamente), il termine di prescrizione è totalmente decorso il 25/09/2021.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Cita la norma tra quelle riferite alla fattispecie, insieme agli articoli sul furto; nel contesto la Corte ha ritenuto configurabile la fattispecie alla quale si applicano gli articoli richiamati

  • art. 624 cod. pen.

    Indica la norma di riferimento per il reato di furto; la sentenza di merito ha ritenuto sussistente il furto nel caso concreto

  • art. 625 n. 2 cod. pen.

    Richiama l'aggravante richiamata nelle motivazioni del primo grado; la Corte territoriale e il primo giudice hanno qualificato il reato come furto con un'aggravante (monoaggravato), con conseguente individuazione del relativo termine prescrizionale

Massime di principio

  • Verificare sempre la data di consumazione del reato: il termine di prescrizione decorre da quella data salvo norme speciali.
  • Accertare la corretta qualificazione giuridica del fatto (reato semplice vs. aggravato/attenuato): la qualificazione influisce sul termine prescrizionale applicabile.
  • Controllare l'esistenza di atti interruttivi della prescrizione (es. decreti di citazione a giudizio, atti processuali rilevanti): se intervenuti, essi sospendono o rinnovano il decorso della prescrizione.
  • Calcolare con attenzione il termine prescrizionale (minimo edittale rilevante) e le scadenze: se il termine è già decorso senza interruzioni valide, il reato può dichiararsi estinto e la condanna annullata senza rinvio.
  • Se la sentenza di merito ha applicato la pena corrispondente al minimo edittale per una determinata fattispecie, ciò può essere significativo per determinare quale fosse la qualificazione del reato ai fini della prescrizione.
  • In caso di dubbi sulla presenza di atti interruttivi o sulla corretta qualificazione del reato, rivolgersi a un difensore per un calcolo preciso dei termini e per valutare rimedi processuali; le questioni prescrizionali sono spesso decisive e possono condurre all'annullamento della sentenza.

Testo integrale

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