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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51037/2023 del 20/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti contestavano la riqualificazione del fatto in abuso d'ufficio e deducevano che tale reato si era estinto per prescrizione prima della pronuncia della sentenza impugnata. Sostenevano che il dies a quo della prescrizione fosse riconducibile agli atti formali (domanda di brevetto del 22/05/2014 e costituzione della societa' 41 s.r.l. il 30/04/2014) e che le vicende societarie successive fossero post factum non rilevanti ai fini del tempus commissi delicti. Avevano inoltre sollevato (poi rinunciato) un motivo sulla difformita' tra reato contestato e reato poi ritenuto in sede di appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il reato di abuso d'ufficio sia un reato di evento e che il momento consumativo coincida con il conseguimento dell'ingiusto vantaggio patrimoniale o con la produzione del danno, non con la mera domanda di brevetto o atti societari formali. I giudici di merito avevano collocato temporalmente il conseguimento dei proventi dalla commercializzazione dal giugno 2017, quindi la prescrizione non era maturata prima della sentenza impugnata. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la rideterminazione della pena in sede di appello; la Corte di appello ha applicato questa disposizione per fissare la pena in due anni di reclusione.

  • art. 65 Codice della proprieta' industriale

    Richiamato in motivazione per il principio che gli inventori appartenenti ad enti pubblici di ricerca hanno l'obbligo di comunicare all'istituto la domanda di brevetto; la Corte ha ravvisato omissione di tale comunicazione quale elemento del conflitto di interessi valutato come fattore concorrente nell'abuso d'ufficio.

  • art. 64 Codice della proprieta' industriale

    Richiamato implicitamente in relazione ai diritti sul brevetto e agli obblighi di comunicazione, rilevante per la valutazione del danno subito dall'ente di ricerca.

  • Sentenza Sezioni Unite n. 19415 del 27/10/2022 (Fazio)

    Citata dai ricorrenti come supporto per la loro tesi prescrizionale; tuttavia la Corte di cassazione non ha ritenuto che essa determinasse l'estinzione per prescrizione nel caso concreto, data la valutazione del momento consumativo operata dai giudici di merito.

  • Sez. 6, n. 28117 del 06/03/2015 (Ricci, Rv. 263929)

    "il momento consumativo del reato di abuso di ufficio... coincide... con la data di avvenuto conseguimento dell'ingiusto vantaggio patrimoniale o con la produzione ad altri di un danno ingiusto."

    Giurisprudenza interpretata dalla Corte come principio chiave per fissare il dies a quo della prescrizione: la prescrizione decorre dal momento in cui si realizzano i risultati economici/dannosi dell'abuso, non dalla mera effettuazione di atti formali.

Massime di principio

  • L'abuso d'ufficio e' reato di evento: il termine di prescrizione decorre dal conseguimento dell'ingiusto vantaggio o dalla produzione del danno, non dalla mera adozione di atti formali o dall'inizio delle dinamiche societarie.
  • In caso di riqualificazione del fatto in sede di appello, va individuato il reale momento consumativo in base agli effetti economici prodotti; se i giudici di merito collocano il conseguimento dei vantaggi in data successiva, la prescrizione puo' non essere maturata.
  • Le vicende societarie successive (distribuzione utili, compensi, rimborsi) possono essere considerate post factum e non determinanti per il dies a quo, salvo che non siano essi stessi la fonte dell'ingiusto vantaggio contestato.
  • La rinuncia ai motivi di impugnazione limita l'ambito della cassazione: i motivi non fatti valere o espressamente rinunciati non vengono piu' esaminati.
  • Ogni eccezione prescrizionale dev'essere fondata su una chiara individuazione temporale del momento consumativo; l'assenza di allegazioni su una diversa collocazione temporale rende la censura manifestamente infondata.
  • La prova di sospensioni del decorso della prescrizione (es. interruzioni procedurali) deve essere specificamente dedotta e documentata se si vuole negare l'operativita' del termine naturale.

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