Cassazione Penale, Sentenza n. 4960/2022 del 10/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame di Napoli del 16/07/2021 che aveva rigettato il suo appello volto ad ottenere la custodia cautelare in carcere per Maisto. Il ricorso denunciava omissione di valutazione di elementi indiziari ritenuti decisivi sulla provenienza illecita dei beni a favore del clan Mallardo (in particolare l'operazione Divina Immobiliare), errata valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (Pellegrino, Parente, Pirozzi e altri), omissione di esame di atti del procedimento RGNR 51403/2005 e mancata considerazione della consulenza tecnica della difesa che avrebbe dimostrato l'autonomo formarsi del patrimonio dell'indagato. In sostanza il PM sosteneva che il Tribunale del riesame avesse sottovalutato riscontri decisivi e avesse valutato in modo atomistico le dichiarazioni dei collaboratori.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso del Pubblico Ministero sollecitasse una rivalutazione di merito dell'intero compendio indiziario invece di dimostrare che l'omissione di specifici elementi avesse carattere decisivo tale da travolgere la ratio decidendi dell'ordinanza impugnata. La Corte ha richiamato il principio per cui il vizio del travisamento per omissione sussiste solo se l'elemento omesso fosse veramente decisivo nell'ambito della motivazione e avrebbe creato una frattura nel nucleo essenziale del ragionamento giudicante. Le doglianze sul punto Divina Immobiliare, sulla consulenza tecnica e sulle dichiarazioni dei collaboratori sono state giudicate generiche o idonee solo a chiedere una rivalutazione di merito, non a dimostrare un'omissione decisiva. Pertanto l'ordinanza del Tribunale del riesame resta confermata.
Norme richiamate
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
nei limiti di cui all'art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Richiama il limite procedurale entro il quale il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari può essere proposto e i limiti della deduzione delle doglianze, quindi la Corte verifica l'ammissibilita del ricorso entro i confini stabiliti dalla norma
gravità indiziaria ex art. 273 cod. proc. pen.
Norma che disciplina il requisito della gravità indiziaria per l'adozione di misure cautelari. La Corte ha valutato che il PM non ha dimostrato che gli elementi omessi fossero decisivi per ritenere sussistente tale requisito
Giurisprudenza su travisamento per omissione (Sez. 2, n. 22565 del 09/06/2006, Ruggiero, Rv. 234344)
il dato probatorio omesso deve assumere rilievo decisivo rispetto all'apparato argomentativo della decisione impugnata
La Corte applica il principio secondo cui per integrare il vizio di motivazione per omissione il dato omesso deve essere tanto rilevante da compromettere il nucleo essenziale della ratio decidendi; non è ammessa la semplice rivalutazione del merito
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione che denuncia omissioni nella motivazione deve indicare con precisione quali elementi siano stati omessi e dimostrare che quegli elementi erano effettivamente decisivi per la decisione: non è sufficiente la critica generica o la richiesta di una rivalutazione del compendio probatorio.
- Il vizio del travisamento per omissione si configura solo se l'elemento omesso rompe il nucleo essenziale della ratio decidendi; se l'elemento è solo complementare o suscettibile di diversa valutazione, la Cassazione tende a dichiarare inammissibile il ricorso.
- Le doglianze sulla valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia devono essere specifiche: occorre indicare perché le dichiarazioni siano contraddette da riscontri ostativi o perché siano prive di riscontri esterni, non bastano lamentele generiche su valutazioni 'atomistiche'.
- Se la critica si limita a proporre una diversa lettura degli atti (per es. consulenze tecniche o annotazioni di PG), la Corte di Cassazione non può riaprire un esame di merito; il rimedio è convincere il giudice di merito a rivedere il provvedimento con motivazioni concrete e circostanziate.
- In casi di misure cautelari, il Pubblico Ministero deve articolare in modo puntuale e circostanziato i profili di illegittimità che asserisce, indicando quali documenti o atti il giudice non avrebbe considerato e perché la loro considerazione sarebbe stata capace di alterare la decisione sui presupposti della misura.
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