Cassazione Penale, Sentenza n. 48099/2023 del 04/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Pubblico Ministero aveva richiesto il decreto di giudizio immediato ai sensi dell'art. 558-bis cod. proc. pen. (novellato dal d.lgs. 10/10/2022, n.150) in relazione a reati per i quali, in via ordinaria, è prevista la citazione diretta a giudizio (art. 624 e 625-bis, comma 2, n.2 e n.7 c.p.). Il GIP, con ordinanza del 05/06/2023, aveva declinato la propria competenza ritenendo che la materia fosse riservata alla procedura di citazione diretta; il Tribunale di Napoli ha quindi proposto conflitto negativo di competenza ritenendo invece necessario l'intervento di questa Corte per stabilire quale giudice fosse competente a decidere sulla richiesta di giudizio immediato
La decisione
La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e lo ha deciso dichiarando la competenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. La Corte ha ritenuto che l'art. 558-bis, pur estendendo il giudizio immediato anche ai reati a citazione diretta, non abbia modificato la distribuzione delle competenze: la valutazione sulla ammissibilità del giudizio immediato è atto endoprocessuale collocato nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, rientra nella sfera di competenza del GIP. Perciò gli atti devono essere rimessi al GIP.
Norme richiamate
introdotto dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150
Estende la possibilità del giudizio immediato anche ai reati per i quali è prevista la citazione diretta, richiamando le disposizioni del titolo IV del libro sesto (giudizio immediato "ordinario"); la Corte interpreta la norma come non avente finalità di trasferire la competenza dal GIP ad altro giudice
norma sulla citazione diretta a giudizio
La previsione della citazione diretta non esclude la possibilità di procedere con giudizio immediato ex art. 558-bis e non attribuisce, di per sé, competenza decisionale ad un giudice diverso dal GIP
Dispone che il pubblico ministero, formato il fascicolo per il dibattimento, lo trasmette al giudice dell'udienza predibattimentale insieme al decreto di citazione; la Corte rileva che l'esistenza di tale disciplina implica che l'udienza predibattimentale presuppone già il passaggio alla fase dibattimentale e quindi non può essere il luogo in cui decidere sull'ammissibilità del giudizio immediato
art. 554-bis e art. 554-ter cod. proc. pen.
Regolano l'udienza predibattimentale e le attribuzioni del giudice di quella sede; la Corte osserva che tali disposizioni presuppongono l'emissione del decreto di citazione a giudizio e non possono essere interpretate come assegnazione della competenza a decidere sull'ammissibilità del giudizio immediato
d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150 (relazione ministeriale)
La riforma ha introdotto l'udienza predibattimentale e rimodulato fasi dibattimentali; la modifica giustifica l'estensione del giudizio immediato ma non un diverso riparto di competenze tra GIP e giudice dell'udienza predibattimentale
Giurisprudenza: Cass. Sez. 1, n. 31927 del 16/06/2023
Decisione della stessa Sezione che ha già ritenuto competente il GIP per valutare la richiesta di giudizio immediato ex art. 558-bis; la Corte attuale ne conferma l'interpretazione
Massime di principio
- La richiesta del pubblico ministero di decreto di giudizio immediato ex art. 558-bis è un atto endoprocessuale collocato nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, la valutazione sulla sua ammissibilità spetta al Giudice per le indagini preliminari (GIP)
- L'estensione del giudizio immediato ai reati a citazione diretta non implica automaticamente la riassegnazione della competenza al giudice dell'udienza predibattimentale o al Tribunale: le norme nuove vanno interpretate in modo coerente con la sequenza processuale e la funzione del decreto di giudizio immediato
- La previsione dell'udienza predibattimentale (art. 554-bis e segg.) presuppone l'esistenza del decreto di citazione a giudizio; dunque quella sede non è idonea a sostituirsi al GIP nella decisione se ammettere il giudizio immediato
- In caso di stasi procedimentale dovuta a divergenze tra giudici sulla competenza, è ammissibile il conflitto negativo di competenza e la soluzione tende ad assegnare la competenza al GIP per preservare la razionalità e la continuità della sequenza processuale
- Se in una fattispecie analoga il GIP declina la competenza per ragioni basate sulla citazione diretta, il rimedio è sollevare il conflitto negativo o presentare argomentazioni giurisprudenziali che sottolineino la natura endoprocessuale e la collocazione temporale della decisione sulla richiesta di giudizio immediato
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