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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48519/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro del 20/09/2021, in particolare censurando l'applicazione della "recidiva reiterata" che aveva comportato un aumento della pena e la revoca delle statuizioni civili. Il secondo motivo di ricorso contestava specificamente l'applicazione della recidiva reiterata e la correttezza della determinazione della pena.

La decisione

La Corte ha ritenuto che il motivo relativo alla recidiva reiterata non fosse inammissibile né manifestamente infondato; tuttavia, valutati i termini di prescrizione (considerando anche i periodi di sospensione), è risultato che il termine massimo di prescrizione era interamente decorso in data 11 gennaio 2022. Non essendo emerse cause di proscioglimento ai sensi dell'art. 129, comma 2, c.p.p., la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    La Corte ha verificato l'assenza delle cause di proscioglimento indicate da questa norma e ha ritenuto che, nonostante le censure sulla recidiva, il decorso del termine di prescrizione rendesse il reato estinto. L'art. 129(2) è stato invocato per escludere cause ostative al proscioglimento per prescrizione.

Massime di principio

  • Se dal calcolo dei termini emerge che il termine massimo di prescrizione è decorso (anche tenendo conto di sospensioni), il giudice di legittimità può annullare senza rinvio per estinzione del reato.
  • La valutazione della recidiva (anche se contestata) non impedisce l'operare della prescrizione: la pronuncia sulla prescrizione può prevalere sulla decisione sul quantum di pena o sulle aggravanti.
  • È essenziale verificare con attenzione i periodi di sospensione e di interruzione della prescrizione; errori nel loro computo possono determinare esiti diversi.
  • La presenza di pronunce intermedie che aumentano la pena non elimina l'esame della prescrizione da parte della Corte di Cassazione, che può dichiarare estinto il reato anche dopo conferme di responsabilità sui fatti.
  • In casi analoghi il ricorrente dovrebbe focalizzare i mezzi che incideranno sul computo della prescrizione (es. termini di sospensione, atti interruttivi, esecuzione di pene) perché sono spesso decisivi per ottenere l'annullamento per estinzione del reato.

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