Sentenza del 23/06/2020 n. 1804 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Processo tributario - Difesa dell'Agente della Riscossione - Avvocato del libero Foro - Legittimità - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La questione è se l’Agente della riscossione possa farsi rappresentare nel processo tributario da un avvocato del libero Foro, anziché da un avvocato dell’Avvocatura dello Stato. Il testo non riporta le parti, l’atto impugnato, i fatti specifici né gli eventuali motivi ulteriori.
La decisione
È affermata la piena legittimità della difesa dell’Agente della riscossione affidata a un avvocato del libero Foro. L’art. 4 del d.l. n. 34/2019 è qualificato come norma interpretativa e quindi applicabile retroattivamente; la conclusione è inoltre ricondotta al chiarimento delle Sezioni Unite della Cassazione, sentenza n. 30008/2019. Il testo fornito non specifica il giudice, il grado, l’esito formale del dispositivo o la statuizione sulle spese.
Norme richiamate
Art. 4 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34
La difesa dell'Agente della riscossione, affidata ad un avvocato del libero Foro, è del tutto legittima e ciò è stato anche da ultimo confermato dall'art. 4 del Decreto Crescita (d.l. n. 34 del 30/4/19) norma di portata interpretativa e, perciò retroattiva.
La disposizione è intesa come norma interpretativa: conferma la possibilità per l’Agente della riscossione di avvalersi di un avvocato del libero Foro e, secondo il testo, opera anche per il passato.
Massime di principio
- Nel processo tributario, la rappresentanza dell’Agente della riscossione affidata a un avvocato del libero Foro è legittima; non può essere contestata per il solo fatto che il difensore non appartenga all’Avvocatura dello Stato.
- Secondo la decisione riassunta, l’art. 4 del d.l. n. 34/2019 ha natura interpretativa e quindi conferma la legittimità della difesa anche rispetto a vicende anteriori alla sua entrata in vigore.
- La sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 30008/2019 è richiamata come chiarimento definitivo dei dubbi interpretativi sulla legittimità di tale difesa.
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