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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42253/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che, in sede esecutiva, aveva sospeso l'ordine di demolizione di un'opera abusiva già oggetto di sentenza irrevocabile. Denuncia violazione di legge e carenza/mancanza di motivazione: il giudice dell'esecuzione avrebbe disposto la sospensione basandosi unicamente sulla presentazione di due domande di condono (e sul versamento degli oneri), senza valutare la concreta sanabilità dell'opera nella sua interezza, i tempi e l'esito probabile delle istanze e senza considerare che le domande riguardano parti funzionali di un unico immobile la cui consistenza unitaria eccede i 750 mc e, quindi, potrebbe essere non condonabile ai sensi dell'art. 39 della legge n. 724/1994.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore, ritenendo l'ordinanza del Tribunale viziata da insufficiente motivazione. Ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'ordine di demolizione può essere revocato solo se sopravvengono atti amministrativi del tutto incompatibili e può essere sospeso solo se risulta concretamente prevedibile e probabile, in breve tempo, l'adozione di un provvedimento amministrativo o giurisdizionale in insanabile contrasto. Il Tribunale aveva sospeso l'ordine sulla sola base della presentazione delle domande di condono senza accertare la sanabilità reale dell'opera e senza valutare l'eventuale frazionamento fittizio dell'intervento. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Napoli per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380

    La disposizione relativa alle sanzioni edificatorie (demolizione) è considerata sottratta alla regola del giudicato nella fase esecutiva: il giudice dell'esecuzione può revocare o sospendere l'ordine di demolizione solo nei limiti e con le condizioni stabilite dalla giurisprudenza (atti amministrativi incompatibili o probabilità concreta e rapida di tali atti).

  • art. 39, legge n. 724 del 1994

    Prevede limiti alla possibilità di condono: opere la cui consistenza unitaria superi certi limiti (qui richiamato il limite dei 750 mc) non sono condonabili; la Corte segnala che il giudice deve valutare se le domande di sanatoria sono effettivamente ammissibili o se costituiscono un tentativo di frazionamento artificioso per aggirare il divieto.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione non può sospendere un ordine di demolizione basandosi solo sulla mera presentazione di una domanda di condono o sul pagamento degli oneri: è necessaria una valutazione motivata della concreta sanabilità dell'opera e dei tempi probabili di definizione della pratica.
  • La sospensione è ammissibile solo se, da elementi concreti, risulta ragionevolmente prevedibile che in breve tempo sarà adottato un atto amministrativo o giurisdizionale incompatibile in modo insanabile con l'ordine di demolizione.
  • Non è ammesso il condono quando la sanatoria è ottenuta mediante il frazionamento artificioso dell'intervento: il giudice deve accertare l'unitarietà funzionale e volumetrica dell'opera per escludere espedienti di frammentazione.
  • Il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità e l'efficacia dei titoli abilitativi, sia sotto il profilo formale che sostanziale, prima di accogliere la sospensione o la revoca dell'ordine di demolizione.
  • Se la motivazione del provvedimento di sospensione è insufficiente o manca una verifica concreta dei presupposti di fatto e di diritto, il provvedimento può essere annullato e il giudizio rimandato al giudice di merito per nuovo esame.

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