Ordinanza n. 2639/2026 - Catania, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto notificato il 17 novembre 2025 con cui il Questore ha respinto l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. In sede cautelare, con ordinanza del 16 gennaio 2026, il TAR aveva disposto un riesame motivato dell’istanza. Non risultando documentata l’attività amministrativa svolta dopo tale ordinanza, il Collegio ha richiesto chiarimenti sulla successiva evoluzione della vicenda, anche per valutare la persistenza dell’interesse alla decisione. Il testo non espone ulteriori motivi di illegittimità dedotti nel ricorso.
La decisione
Il TAR non ha deciso la domanda di annullamento. Ha disposto un incombente istruttorio, ordinando all’Amministrazione di fornire, entro 30 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, chiarimenti documentati sull’attività svolta dopo la precedente ordinanza cautelare di remand. Il Collegio ha ricordato che l’Amministrazione deve dare esecuzione alle pronunce giurisdizionali, comprese quelle adottate nella fase cautelare. La necessità dei chiarimenti è stata collegata anche alla valutazione del persistente interesse del ricorrente. Il giudizio è stato rinviato all’udienza pubblica dell’8 aprile 2027; nessuna statuizione sulle spese.
Norme richiamate
Rilevato che non consta evidenza di attività amministrativa conseguente alla predetta ordinanza propulsiva né d’altra parte risulta che il ricorrente abbia presentato istanza per l’adozione delle misure attuative di cui all’art. 59 cod. proc. amm.
La disposizione è richiamata in relazione alle misure attuative dell’ordinanza cautelare, che il ricorrente non risulta aver richiesto; il TAR acquisisce comunque chiarimenti sull’esecuzione della precedente pronuncia.
Massime di principio
- Prima di decidere nel merito, il giudice può disporre l’acquisizione di chiarimenti documentati sull’attività amministrativa successiva a una propria ordinanza cautelare, quando tali informazioni siano necessarie anche per valutare la persistenza dell’interesse alla decisione.
- L’Amministrazione è tenuta a dare esecuzione alle pronunce giurisdizionali, comprese quelle emesse all’esito della fase cautelare.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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