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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40370/2022 del 26/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Giudice di pace di Cagliari del 22/07/2021 che aveva condannato Giampiero Pinna per lesioni personali volontarie e minaccia a 400 euro di multa. Il ricorso lamenta violazione degli artt. 62-bis e 65 c.p. e illegalità della pena: il Giudice di pace ha ridotto la pena per le circostanze attenuanti generiche oltre un terzo e ha quindi calcolato il quantum in modo errato (pena base 700 euro, ridotta a 300 per attenuanti, poi aumentata a 400 per continuazione). Inoltre la pena risultante era inferiore al minimo edittale pecuniario previsto per il reato di lesioni ai sensi dell'art. 52, comma 2, lett. b) del d.Lgs. 28/08/2000 n. 274.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio. Ha ritenuto illegittimo il calcolo che aveva ridotto la pena oltre il terzo e che aveva portato sotto il minimo edittale; ha rideterminato la pena tramite un calcolo aritmetico: pena base 700 euro, diminuita di un terzo per le attenuanti (467 euro), quindi maggiorata di 100 euro per la continuazione, per un totale di 567,00 euro di multa. La condanna nel resto (colpa/reato) è stata confermata nei suoi aspetti non sanzionatori.

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen.

    Individua il reato di lesioni come fattispecie di riferimento per il calcolo della pena base utilizzata dal giudice di merito.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Riferimento in relazione all'applicazione delle circostanze attenuanti generiche; la corte ha ritenuto che l'applicazione e il calcolo delle attenuanti fossero viziati.

  • art. 65 cod. pen., comma 1, n. 3)

    art. 65, comma 1, n. 3) c.p.

    Stabilisce i criteri di determinazione della pena in presenza di circostanze attenuanti; la Corte ha rilevato che il Giudice di pace ha violato tale criterio riducendo la pena di oltre un terzo.

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    Norma che disciplina l'aumento della pena per la continuazione; il giudice di merito aveva aumentato la pena dopo la riduzione, misura che la Corte ha confermato nel meccanismo ma ha corretto l'ordine e il calcolo complessivo.

  • d.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 52, comma 2, lett. b)

    art. 52, comma 2, lett. b), d.Lgs. 274/2000

    Fissa il minimo edittale pecuniario per il reato di lesioni (516 euro). La Corte ha ritenuto che la multa determinata originariamente (300 euro/344 euro con il criterio indicato) fosse inferiore al minimo consentito, rendendo la pena illegale.

Massime di principio

  • La diminuzione della pena per circostanze attenuanti generiche non può eccedere i limiti previsti dall'art. 65 c.p.; una riduzione superiore al terzo è motivo di annullamento.
  • La determinazione della pena deve rispettare i minimi edittali: non è ammesso fissare una sanzione pecuniaria al di sotto del minimo previsto dalla normativa speciale (es. d.Lgs. 274/2000 per conversione della pena pecuniaria).
  • Se l'errore impugnato riguarda un puro calcolo matematico e la volontà del giudice di merito è chiara (es. diminuire la pena al massimo), la Corte di cassazione può annullare senza rinvio e rideterminare la pena mediante semplice ricalcolo, evitando di rinviare il procedimento.
  • Quando si applicano più meccanismi (riduzioni per attenuanti e aumenti per continuazione), occorre seguire l'ordine e i criteri legali corretti: prima calcolare le riduzioni consentite sulla pena base, poi applicare gli eventuali aumenti previsti per cause come la continuazione.
  • Il Procuratore generale può promuovere ricorso per cassazione con successo quando si dimostra che il trattamento sanzionatorio è illegale o calcolato in violazione di norme di legge.

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