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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27004/2023 del 21/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore aveva impugnato l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che non aveva revocato la sospensione condizionale della pena concessa a Ba Mansour. Il PM sosteneva che la revoca prevista dall'art. 168, primo comma, n. 1), cod. pen., opera automaticamente quando il condannato commette un delitto nei termini stabiliti, senza che sia richiesta la "medesima indole" prevista dalla norma solo con riferimento alle contravvenzioni; il giudice dell'esecuzione aveva invece ritenuto necessario che il reato successivo fosse della "stessa indole" della fattispecie originaria anche se si trattava di un delitto.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso e ha annullato l'ordinanza impugnata, rinviando il procedimento al giudice dell'esecuzione. La Corte ha affermato il principio di diritto secondo cui l'identità della "stessa indole" è richiesta soltanto quando il reato successivo è una contravvenzione; se il reato successivo è un delitto, la sospensione condizionale della pena è causa di revoca di diritto, indipendentemente dalla "indole" del delitto. Il giudice dell'esecuzione dovrà riesaminare la sussistenza delle condizioni per la revoca attenendosi a tale principio.

Norme richiamate

  • art. 168 cod. pen.

    art. 168, primo comma, n. 1), cod. pen.

    La Corte interpreta l'art. 168, primo comma, n. 1) nel senso che la richiesta della "medesima indole" opera esclusivamente con riferimento alle contravvenzioni; invece il nuovo reato costituito da delitto costituisce sempre causa di revoca della sospensione condizionale della pena, a prescindere dalla sua indole.

  • art. 495 cod. pen.

    Norma relativa al reato per cui era stata inflitta la pena sospesa (reato originario); la sentenza di condanna per tale articolo era quella che aveva concesso il beneficio della sospensione condizionale.

Massime di principio

  • Se il reato successivo commesso dal beneficiario della sospensione condizionale è un delitto, la revoca della sospensione opera di diritto, indipendentemente dalla "indole" del nuovo delitto rispetto al reato originario.
  • Se il reato successivo è una contravvenzione, la revoca della sospensione condizionale richiede che la contravvenzione sia della "medesima indole" del reato per il quale era stato concesso il beneficio.
  • Il giudice dell'esecuzione deve applicare la distinzione normativa tra delitti e contravvenzioni nell'accertare la legittimità della revoca e non può estendere il requisito della "stessa indole" ai delitti senza argomentazione giuridica persuasiva.
  • In caso di decisione errata del giudice dell'esecuzione sulla base di interpretazione contraria alla giurisprudenza consolidata, è possibile l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio al fine di una valutazione conforme ai principi stabiliti.
  • La nozione di revoca "di diritto" prevista dall'art. 168 implica che, ove ricorrano i presupposti (delitto commesso nei termini stabiliti), il giudice ha l'obbligo di disporre la revoca, salvo valutazioni relative a termini o altre condizioni procedurali non contestate.

Testo integrale

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