Cassazione Penale, Sentenza n. 43168/2024 del 27/11/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma in appello della sentenza che li ha ritenuti responsabili di un'associazione a delinquere finalizzata a reati tributari e di condotte di autoriciclaggio e riciclaggio realizzate tramite società cartiere estere e fatture per operazioni inesistenti. I motivi principali: (i) censura che il reato di autoriciclaggio (art. 648 ter c.p.) sarebbe assorbito dall'associazione a delinquere, mancando l'alterità del riciclatore rispetto all'autore del reato presupposto; (ii) vizio di motivazione e carenza probatoria circa il ruolo e il dolo di Grazioli, in particolare sulla sua consapevolezza della provenienza illecita dei fondi e sulla sua qualifica di organizzatore o amministratore di fatto; (iii) contestazione dell'applicazione dell'aggravante della transnazionalità (art. 61-bis c.p.) per presunta mancata verifica della coincidenza tra associazione e gruppo transnazionale; (iv) impugnazione della confisca (art. 12-bis d.lgs. 74/2000 e art. 322-ter c.p.) per mancata distinzione tra beni societari e personali e per assenza dei presupposti per la confisca per equivalente; (v) deduzione di prescrizione per alcune condotte fiscali.
La decisione
La Corte di cassazione dichiara i ricorsi inammissibili rilevando che molti motivi sono non specifici o manifestamente infondati. In particolare: viene esclusa l'assorbimento dell'autoriciclaggio nell'associazione a delinquere; è ritenuta corretta l'applicazione dell'aggravante della transnazionalità considerando l'uso operativo di società estere nell'interesse del sodalizio; la confisca è stata ritenuta legittima con prevalenza della confisca diretta sulle somme rinvenute e, subordine, confisca per equivalente verso amministratori quando legittima; le censure difensive su ruolo, dolo e qualificazione giuridica di Grazioli sono giudicate generiche, reiterative o infondate, anche alla luce di ammissioni e contesti probatori (captazioni, documentazione contabile); la contestazione di prescrizione è ritenuta generica e non adeguatamente provata. Conseguentemente i ricorsi sono dichiarati inammissibili e i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese e a versare euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Norma sull'autoriciclaggio; la Corte ha ritenuto che il reato possa essere riconosciuto anche se il medesimo soggetto ha partecipato al reato presupposto, purché siano integrati gli elementi costitutivi dell'autoriciclaggio (alterità degli atti di riciclaggio rispetto al reato presupposto non automaticamente esclusa).
Norma sull'associazione per delinquere; la Corte ha sottolineato che tale reato è rivolto alla pericolosità dell'accordo organizzato e non assorbe automaticamente i reati che producono profitti economici, per i quali possono sussistere autonome fattispecie come l'autoriciclaggio.
Aggravante della transnazionalità; applicabile quando il gruppo criminale opera stabilmente in più Stati o le attività illecite si svolgono in diversi Stati e almeno uno dei membri svolge attività essenziale all'estero; la Corte ne ha ritenuto sussistente l'applicazione nel caso di società ed operazioni poste in essere in vari Paesi.
Prevede la confisca del profitto dei reati tributari; la Corte ha ritenuto legittima la confisca diretta delle somme rinvenute sui conti delle società come profitto del reato e, in subordine, la confisca per equivalente nei confronti degli amministratori quando legittima secondo la giurisprudenza.
Norma che disciplina la confisca per equivalente; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che consente la confisca sui beni dell'ente quando questo sia mero schermo e l'imputato agisca come effettivo titolare, pur ritenendo che nel caso concreto la confisca disposta fosse corretta.
Reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti; la Corte ha confermato le condanne per emissione e uso di fatture false nell'ambito del sistema di società cartiere.
Altro reato tributario collegato all'utilizzo di fatture inesistenti; la Corte ha chiarito che la configurazione e la qualificazione (emittente vs utilizzatore) dipendono dall'effettivo ruolo e dall'uso fiscale dei documenti.
Previene duplicazioni sanzionatorie tra reati tributari; la Corte ha spiegato che la disciplina evita la doppia punizione purché ricorrano le condizioni previste dalla norma e dalla giurisprudenza.
Massime di principio
- Il reato di autoriciclaggio non è automaticamente assorbito dall'associazione per delinquere: occorre verificare separatamente gli elementi costitutivi dell'autoriciclaggio, compresa l'alterità delle condotte di riciclaggio rispetto al reato presupposto.
- L'aggravante della transnazionalità si applica quando il gruppo criminale opera stabilmente o realizza attività illecite in diversi Stati; è sufficiente che parte dell'attività essenziale sia svolta all'estero o che vi sia operatività su più giurisdizioni.
- Le somme di denaro rinvenute sui conti delle società possono essere oggetto di confisca diretta come profitto di reato, in ragione della loro natura fungibile; la confisca per equivalente è comunque possibile nei confronti di amministratori se l'ente risulta mero schermo e privo di autonomia patrimoniale.
- Per contestare efficacemente responsabilità penali in contesti di società cartiere è necessario proporre censure specifiche e documentate sul ruolo concreto del soggetto (prove, captazioni, flussi finanziari); motivi generici o reiterativi rischiano l'inammissibilità.
- In materia di fatture per operazioni inesistenti, più emissioni riferibili allo stesso periodo di imposta possono essere considerate un unico reato consumato con l'ultima fattura; la prescrizione va valutata tenendo conto degli atti interruttivi e delle sospensioni.
- Per opporsi a misure di confisca è utile dimostrare l'autonomia e la reale operatività dell'ente societario rispetto all'imputato, nonché l'assenza di utilizzo dei beni societari come schermo.
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