Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26272/2024 del 04/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. per presunto errore di fatto/errore percettivo della Corte di cassazione nella sentenza del 27/01/2023. Il ricorrente sosteneva che la Corte non avrebbe correttamente valutato la documentazione (fatture, documenti, consulenza) prodotta a prova della tracciabilità e della lecita provenienza dell'oro, e che quindi la conferma della condanna per ricettazione e per commercio abusivo di oro derivasse da una svista o da una lettura equivocata degli atti invece che da una valutazione di merito.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato in quanto infondato. La Corte ha ritenuto che non si trattasse di un errore percettivo ma di una valutazione di merito: la Corte di cassazione e la Corte di appello avevano motivatamente ritenuto non credibile in tutti i suoi aspetti la versione difensiva e avevano ritenuto che, pur esistendo alcuni documenti, non vi fossero elementi idonei a giustificare la legittimità di tutte le operazioni di approvvigionamento e commercializzazione dell'oro. Perciò la ricostruzione logica del delitto presupposto (commercio abusivo di oro) e la sussunzione nella ricettazione sono state ritenute adeguatamente fondate. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento (condanna alle spese/processuali indicata nella motivazione finale).

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Rimedio straordinario volto a correggere un errore di fatto (errore percettivo) verificatosi nella lettura degli atti della Corte di cassazione; applicabile solo se l'errore è decisivo e consiste in una svista o equivoco che ha determinato una pronuncia diversa da quella che sarebbe stata adottata senza l'errore.

  • Art. 127 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la fissazione della nuova udienza ai fini della decisione (richiami procedurali sull'istruzione e sull'assunzione di atti).

  • Art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 e art. 94, comma 2, d.lgs. 150/2022

    Richiami normativi per la trattazione del ricorso senza intervento delle parti (disciplinano, in via eccezionale, la decisione in assenza delle parti e relative proroghe/adeguamenti procedurali).

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 16103 del 27/03/2002 (Basile)

    «l'errore di fatto verificatosi nel giudizio di legittimità e oggetto del rimedio previsto dall'art. 625-bis cod. proc. pen. consiste in un errore percettivo causato da una svista o da un equivoco in cui la Corte di cassazione sia incorsa nella lettura degli atti interni al giudizio stesso e connotato dall'influenza esercitata sul processo formativo della volontà..."

    Definizione consolidata di errore di fatto ai fini dell'art. 625-bis: svista/errore percettivo nelle risultanze processuali che abbia influito in modo decisivo sulla decisione.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 18651 del 26/03/2015 (Moroni)

    «qualora la causa dell'errore non sia identificabile esclusivamente in una fuorviata rappresentazione percettiva e la decisione abbia comunque contenuto valutativo, non è configurabile un errore di fatto, bensì di giudizio..."

    Conferma il principio per cui le differenti valutazioni o ricostruzioni alternative dei fatti rientrano nell'errore di giudizio e non sono sanabili con l'art. 625-bis.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 14296 del 20/03/2014 (Apicella)

    «l'errore che può essere rilevato ai sensi dell'art. 625-bis cod. proc. pen. è solo quello decisivo, che abbia condotto ad una pronunzia diversa da quella che sarebbe stata adottata se esso non si fosse verificato"

    Ulteriore precisazione sul carattere di 'decisività' richiesto per l'errore dedotto ai sensi dell'art. 625-bis.

Massime di principio

  • Il rimedio di cui all'art. 625-bis c.p.p. è limitato agli errori di fatto percettivi (svista, equivoco) e non è utilizzabile per contestare una diversa valutazione di merito o una diversa ricostruzione fattuale che la Corte abbia operato in base alla sua valutazione di attendibilità.
  • Per avere successo con un ricorso per errore di fatto occorre dimostrare che la Corte di legittimità abbia concretamente omesso o frainteso elementi documentali rilevanti in modo tale da aver determinato la decisione; non basta proporre una diversa interpretazione degli stessi elementi.
  • Quando la Corte di appello e la Corte di cassazione fondano la decisione su valutazioni di credibilità e su ricostruzioni logiche che tengono conto della totalità delle circostanze (es. modalità di approvvigionamento, uso di contanti, invii all'estero), è difficile superare tali valutazioni con il rimedio per errore di fatto.
  • Documentazione prodotta in fase di gravame deve essere mostrata come effettivamente ignorata o omessa nella motivazione della Corte di cassazione, con richiami puntuali alle pagine/pezzi di motivazione che contraddicono l'esistenza di tali documenti.
  • Le tesi difensive basate su operazioni 'opache' (pagamenti in contanti, mancata fatturazione) richiedono prova stringente per escludere che la mancanza di tracciabilità giustifichi inferenze sulla provenienza illecita; al contrario, la presenza di qualche documento non annulla automaticamente le valutazioni logiche sul complesso delle operazioni.
  • In sede di impugnazione, è utile costruire il motivo evidenziando in modo puntuale quale passaggio motivazionale costituisce la svista e dimostrare il suo concreto effetto decisivo sull'esito, anziché limitarsi a proporre una ricostruzione alternativa dei fatti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.