Cassazione Penale, Sentenza n. 6965/2025 del 19/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati sul punto del difetto di querela: la prima querela risultava rimessa e la seconda era stata proposta da persona priva di poteri di rappresentanza. Considerato che la querela valida alla base dell'azione penale mancava, il reato è stato dichiarato improcedibile e la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per truffa aggravata lamentando il difetto di una valida querela: la prima querela (Sotero Matteo) era stata rimessa; la seconda (Vitiello Mario) era stata proposta da un soggetto non legittimato in quanto mero socio e dipendente e non legale rappresentante della società "Visco Matic s.r.l.". Inoltre si deduceva violazione dell'art. 337 c.p.p. e carenza di motivazione da parte della Corte territoriale sulla questione della legittimazione alla querela.
Norme richiamate
Richiamato dalla difesa come parametro per censurare la decisione della Corte territoriale: i ricorrenti lamentavano che la Corte non avesse adeguatamente motivato e valutato la validità delle querele dedotte in appello
Giurisprudenza - Sez. 2, n. 45089 del 10/11/2009 (Oggioni)
Principio consolidato secondo cui il potere di querela per reati contro il patrimonio in danno di una società spetta al legale rappresentante della società; i singoli soci, pur potendo costituirsi parte civile, non possono sostituirsi al legale rappresentante nella proposizione della querela
Giurisprudenza - Sez. 2, n. 28267 del 31/05/2023 (Petruzzi +1)
Conferma l'orientamento che la legittimazione a proporre la querela in danno della società compete al soggetto investito dei poteri di rappresentanza; eventuali querele da soggetti privi di tali poteri sono invalide ai fini della procedibilità
Massime di principio
- Per i reati contro il patrimonio commessi in danno di una società la querela deve essere proposta dal legale rappresentante: querele presentate da soci non rappresentanti o da soggetti non titolati possono rendere il reato improcedibile
- La remissione della querela da parte dell'unico o principale querelante può determinare l'improcedibilità del reato se non esistono altre querele valide
- I soci possono costituirsi parte civile per il danno patrimoniale subito, ma ciò non equivale alla legittimazione a proporre la querela a nome della società
- La difesa può sollevare in appello e in cassazione il difetto di querela: se il vizio è accertato la Cassazione può annullare senza rinvio per improcedibilità
- Il giudice d'appello è tenuto a motivare espressamente sulle eccezioni di legittimazione e sulla validità delle querele sollevate in appello; l'omessa valutazione può essere rilevata in cassazione
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