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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17960/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ferreri impugnava la sentenza d'appello che lo aveva condannato per falso in atto fidefacente (relata di notifica attestante la consegna di una cartella esattoriale a Francesco Salvia). I motivi dedotti erano: 1) estinzione del reato per prescrizione, per presunto errato computo dei periodi di sospensione (oltre i 60 giorni massimi per ciascun impedimento); 2) nullità o inesistenza della formale contestazione dell'aggravante prevista dall'art. 476, comma 2, c.p.; 3) vizio di motivazione e travisamento delle prove, assenza dell'elemento psicologico (dolo) e mancanza di motivo per formare l'atto falso; 4) vizio nella dosimetria della pena e mancato riconoscimento di prevalenza delle attenuanti sulla aggravante con conseguente estinzione per prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretto il computo dei periodi di sospensione effettuato dai giudici di merito, escludendo la prescrizione prima della sentenza d'appello del 19/05/2023. Ha confermato la legittimità della contestazione dell'aggravante di fidefacenza (richiamo espresso nel capo di imputazione) e la qualifica di pubblico ufficiale del ricorrente in quanto messo notificatore per la SERIT incaricata della riscossione tributi. I motivi afferenti travisamento delle prove, dolo e dosimetria sono stati giudicati generici o manifestamente infondati; la Corte ha ricordato che l'aggravante ad effetto speciale va considerata ai fini della determinazione del termine di prescrizione anche se ritenuta subvalente nel bilanciamento con le attenuanti. In esito il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 476 co. 2 cod. pen.

    La circostanza aggravante della fidefacenza è stata ritenuta correttamente contestata e rilevante; il reato è qualificato come falso in atto pubblico "fidefacente", con effetti sulla tipizzazione e sulla pena massima.

  • art. 494 cod. pen.

    Norma relativa al falso in generale. Nel fascicolo era contestato anche il capo relativo a questo articolo; i giudici hanno valutato la prescrizione con riferimento alle fattispecie e ai termini applicabili.

  • art. 157 cod. pen.

    Stabilisce le regole di estinzione del reato per prescrizione e i termini utili; la Corte ha applicato le disposizioni per fissare il termine di prescrizione rispetto alla data del fatto e ai periodi di sospensione.

  • art. 161 cod. pen.

    Rilevante per il calcolo dei termini di prescrizione e delle sospensioni; i giudici hanno tenuto conto dei periodi di sospensione già calcolati dal Tribunale (1 anno, 2 mesi e 17 giorni).

  • art. 157 co. 3 cod. pen.

    La Corte ha ricordato che, ai fini della prescrizione, le aggravanti ad effetto speciale devono essere considerate anche se risultano subvalenti nel bilanciamento con le attenuanti (art. 69 c.p. non incide sulla pena massima del reato).

  • art. 69 cod. pen.

    Norma sul giudizio di equivalenza/precedenza tra circostanze attenuanti e aggravanti; la Corte ha sottolineato che il giudizio di bilanciamento non modifica la determinazione della pena massima ai fini della prescrizione.

  • artt. 357 e 358 cod. pen.

    Richiamati nella motivazione per precisare che la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio dipende dalla reale attività svolta e dagli scopi perseguiti, non solo dal rapporto di impiego: i messi notificatori della SERIT sono stati ritenuti pubblici ufficiali incaricati della riscossione.

Massime di principio

  • Il calcolo della prescrizione richiede un conteggio preciso del momento del fatto, del termine massimo previsto per il reato e dei periodi di sospensione: le sospensioni legittime devono rispettare il limite massimo di 60 giorni per ciascun impedimento, e l'attore che impugna deve indicare con precisione gli errori di calcolo per essere accolto.
  • Le aggravanti "ad effetto speciale" devono essere considerate ai fini della determinazione del termine di prescrizione anche se, nel bilanciamento con le attenuanti, risultino subvalenti: il giudizio ex art. 69 c.p. non rimodifica la pena massima ai fini prescrizionali.
  • La qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio può essere riconosciuta anche a dipendenti di società private (es. concessionarie della riscossione tributaria) se l'attività svolta è di natura pubblicistica o perseguente finalità pubbliche; la relata di notifica formata da tali soggetti ha effetto probatorio fino a querela di falso.
  • Per le impugnazioni in Cassazione è essenziale formulare motivi specifici e circostanziati: censure generiche o prive di indicazione concreta (es. semplice enunciazione di travisamento delle prove o affermazioni assertive sulla qualifica dell'agente) sono dichiarate inammissibili.
  • Il dolo nel reato di falso in atto pubblico fidefacente è il requisito psicologico della consapevolezza della "mutatio veri"; l'assenza di movente non esclude automaticamente il dolo. Se il falso deriva da mera leggerezza o errore non volontario, può mancare il requisito del dolo.
  • La relata di notifica di un messo notificatore incaricato della riscossione ha valore probatorio rilevante e può fondare una contestazione di falso, salvo prova contraria tramite querela di falso o elementi probatori specifici.

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