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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37231/2025 del 14/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il suo appello contro la condanna per truffa. Deduce un unico motivo: violazione di legge perché la Corte territoriale avrebbe applicato l'inammissibilità per genericità dei motivi sulla base di norme (art. 581-bis cod. proc. pen.) introdotte dopo la proposizione dell'appello; in ogni caso sostiene che i motivi di appello erano specifici e che nell'atto era espressa la volontà di proporre motivi nuovi.

La decisione

La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ritiene che la Corte d'appello abbia correttamente applicato il principio giurisprudenziale consolidato secondo cui l'appello è inammissibile per difetto di specificità quando non enuncia e argomenta i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto o di diritto poste a fondamento della decisione impugnata, principio cui l'art. 581-bis ha dato solo forma normativa successiva. Inoltre la Corte osserva che l'annuncio di voler proporre motivi nuovi non è rilevante se manca specificità e, ai sensi dell'art. 585, comma 4, l'inammissibilità dell'impugnazione principale si estende ai motivi nuovi. Perciò il ricorso è respinto e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende, in misura commisurata al grado di colpa.

Norme richiamate

  • art. 581-bis cod. proc. pen.

    La norma è stata considerata una codificazione di un principio giurisprudenziale preesistente: l'obbligo di specificità dei motivi di impugnazione. La sua introduzione successiva all'appello non impedisce l'applicazione del principio già consolidato.

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    L'inammissibilità dell'impugnazione principale si estende ai motivi nuovi; quindi l'annuncio di voler proporre nuovi motivi non salva l'impugnazione se i motivi risultano generici.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016 (Galtelli), Rv. 268822 - 01

    Principio secondo cui appello e ricorso per cassazione sono inammissibili per difetto di specificità quando non risultano esplicitamente enunciati e argomentati i rilievi critici; l'onere di specificità è proporzionale alla specificità della motivazione impugnata.

Massime di principio

  • L'appello deve contenere rilievi specifici e argomentati rispetto alle ragioni di fatto e di diritto del provvedimento impugnato; la genericità porta a inammissibilità.
  • Un principio giurisprudenziale consolidato può essere applicato anche se la normativa che lo codifica è intervenuta dopo l'atto impugnatorio: la codificazione non produce automaticamente effetti abrogativi retroattivi dell'esigenza di specificità.
  • L'annuncio di voler proporre nuovi motivi nell'atto di impugnazione non preserva dall'inammissibilità se i motivi denunciati sono generici; ai sensi dell'art. 585, comma 4, l'inammissibilità si estende ai motivi nuovi.
  • Un ricorso per cassazione fondato su motivo manifestamente infondato è dichiarato inammissibile e determina condanna al pagamento delle spese processuali e, eventualmente, di somme alla Cassa delle Ammende commisurate alla colpa.
  • In situazioni analoghe, chi impugna dovrebbe spiegare puntualmente i punti di contrasto con le motivazioni del giudice di primo grado, adeguando il livello di dettaglio all'accuratezza della motivazione contestata.

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