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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16997/2026 del 12/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, amministratore di una società a responsabilità limitata, ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Firenze che aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado per il delitto di dichiarazione fraudolenta. La difesa ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla ritenuta sussistenza dell'elemento oggettivo del reato. In particolare, ha contestato la ricostruzione delle risultanze probatorie effettuata dai giudici di merito e ha sostenuto una lettura alternativa dei dati acquisiti, anche prospettando che l'emittente delle fatture potesse essere un mero intermediario e non una società cartiera.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze della difesa non attaccassero un vizio di motivazione rilevante in sede di legittimità, ma si risolvessero in critiche al merito della valutazione probatoria e nella richiesta di una diversa lettura delle risultanze processuali. Ha inoltre valorizzato che la Corte territoriale aveva correttamente applicato l'orientamento giurisprudenziale secondo cui il dolo del reato di cui all'art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000 può essere integrato anche dal dolo eventuale, e aveva motivatamente escluso che la società emittente fosse un mero intermediario, qualificandola come cartiera sulla base di plurimi indicatori non smentiti. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di Euro tremila alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000

    La Corte richiama l'orientamento secondo cui il reato di dichiarazione fraudolenta può essere integrato anche sotto il profilo soggettivo dal dolo eventuale; la decisione territoriale viene ritenuta conforme a tale principio.

  • art. 606 c.p.p.

    Pur non essendo espressamente indicato nel testo, il richiamo ai limiti del sindacato di legittimità concerne i motivi di ricorso per cassazione e l'inammissibilità delle censure che mirano a una rivalutazione del merito.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che si risolvano in una diversa lettura delle prove o in una critica alla persuasività della motivazione, salvo i casi di mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione su aspetti decisivi.
  • È inammissibile il ricorso per cassazione che, sotto la veste del vizio di motivazione o della violazione di legge, solleciti una rivalutazione del merito delle risultanze probatorie già esaminate e coerentemente apprezzate dal giudice di appello.
  • Nel reato di dichiarazione fraudolenta ex art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000, l'elemento soggettivo può essere integrato anche dal dolo eventuale, quando l'agente accetti il rischio della falsità o dell'illecito fiscale emergente dalle operazioni documentate.
  • La qualificazione della società emittente come mera cartiera può essere desunta da plurimi indicatori fattuali non smentiti da altre risultanze processuali, e tale apprezzamento di merito non è sindacabile in cassazione se adeguatamente motivato.

Come è indicizzato

MaterieDichiarazione fraudolentaImpugnazioni
RamiReati tributariProcesso penale
IstitutiDolo eventualeOnere della prova

Testo integrale

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