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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33394/2023 del 30/11/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia origina da due procedimenti disciplinari avviati nei confronti di due dirigenti mediche addette alla verifica di prestazioni erogate da una clinica convenzionata. Il giudice di merito aveva annullato la sanzione della sospensione dal servizio e dalla retribuzione, ritenendo tardiva la contestazione disciplinare formulata dall’ufficio per i procedimenti disciplinari (UPD) oltre il termine di 40 giorni previsto dall’art. 55-bis, comma 4, d.lgs. 165/2001. L’ente sanitario ricorrente censura tale decisione deducendo violazione dell’art. 55-bis, comma 4, sostenendo che il termine decorre dalla ricezione degli atti da parte dell’UPD, non già dalla prima valutazione o contestazione effettuata dal responsabile della struttura. La controricorrente ha eccepito l’inammissibilità del ricorso, sostenendo che mirasse a una rivalutazione del fatto; la Corte di cassazione ha invece ritenuto la censura ammissibile perché posta come questione di diritto sull’interpretazione della norma e sull’individuazione del dies a quo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell’azienda sanitaria. Ha cassato la sentenza impugnata perché la Corte territoriale aveva erroneamente individuato il dies a quo del termine per la contestazione disciplinare nel giorno della prima contestazione del responsabile della struttura (15.11.2011), invece che nel giorno di ricezione degli atti da parte dell’UPD (18.1.2012). Ha quindi rinviato alla Corte d’appello di Palermo, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 55 bis, comma 4, d.lgs. n. 165/2001

    Il termine per la contestazione disciplinare decorre dalla ricezione degli atti da parte dell’UPD, cioè dal momento in cui l’ufficio disciplinare riceve una notizia di infrazione idonea ad avviare correttamente il procedimento; non rileva, ai fini del dies a quo, la precedente valutazione o contestazione del responsabile della struttura.

  • d.lgs. n. 75/2017

    Le modifiche della riforma non mutano il principio secondo cui il termine per la contestazione decorre dalla ricezione degli atti da parte dell’UPD.

  • art. 55 bis d.lgs. n. 165/2001

    La norma distingue tra trasmissione tempestiva degli atti dal responsabile della struttura e contestazione dell’addebito da parte dell’UPD; l’inosservanza del termine iniziale di trasmissione ha rilievo solo se incide concretamente sul diritto di difesa o rende tardiva la contestazione.

Massime di principio

  • Nel procedimento disciplinare del pubblico impiego, per gli illeciti di competenza dell’UPD, il termine per la contestazione dell’addebito decorre dalla ricezione degli atti da parte dell’ufficio disciplinare e non dalla prima interlocuzione interna o dalla mera percezione del fatto da parte di un diverso ufficio o del responsabile di struttura.
  • La contestazione disciplinare è tempestiva se formulata entro il termine di legge calcolato dal momento in cui l’UPD acquisisce una notizia di infrazione sufficientemente completa da consentire l’avvio del procedimento nelle sue fasi essenziali.
  • Il termine assegnato al dirigente della struttura per trasmettere gli atti all’UPD ha funzione sollecitatoria; la sua inosservanza non determina automaticamente l’illegittimità della sanzione, salvo che il ritardo renda eccessivamente difficile l’esercizio del diritto di difesa o comporti la tardività della contestazione.
  • Nel sindacato di legittimità è ammissibile la censura che investe l’interpretazione della norma disciplinare e l’individuazione del dies a quo, quando non si solleciti una nuova valutazione del fatto ma si prospetti una questione di diritto.

Come è indicizzato

MaterieLicenziamento
RamiLavoro
SottomaterieGiusta causa
IstitutiOnere della prova

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