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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27763/2024 del 11/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che lo ha dichiarato colpevole di usura (capo B e capo C). Con i primi tre motivi contesta la determinazione del tasso usurario operata dalla Corte territoriale: lamenta che i giudici di merito avrebbero separato e poi incongruentemente riunito l'operazione di prestito e quella immobiliare, avendo il Tribunale prima monetizzato la prestazione in natura (vendita simulata dell'immobile) e poi ricondotto il plusvalore a interessi, utilizzando impropriamente il parametro dell'interesse legale; denuncia inoltre omissione di motivazione circa la «condizione di difficoltà economica» della persona offesa, elemento necessario per l'usura in concreto. Con il quarto motivo contesta la riforma in ordine al capo C), sostenendo che la deduzione della trattenuta di una cambiale (a fronte della mancata denuncia di smarrimento) è mera deduzione alternativa e che la decisione di merito abbia travisato i fatti.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso fondato per il delitto di usura relativo al capo B) e ha annullato con rinvio la sentenza impugnata limitatamente a quel capo, disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Firenze per un nuovo giudizio sulla determinazione del tasso e sull'eventuale usura legale, dovendo il giudice di merito considerare l'unitarietà delle operazioni (prestito e vicenda immobiliare/mutuo) e valutare compiutamente tutte le componenti economiche. Per il capo C) il ricorso è stato invece dichiarato inammissibile e l'affermazione di responsabilità dell'imputato rispetto a quel fatto è stata ritenuta irrevocabile. In sintesi: annullamento con rinvio su capo B), conferma della condanna su capo C).

Norme richiamate

  • art. 644 cod. pen.

    L'art. 644 c.p. (usura) è stato invocato come norma incriminatrice principale; i giudici hanno ritenuto integrata l'aggravante del comma 4 quando l'immobile è stato utilizzato come garanzia per il prestito e hanno richiamato la necessità di valutare il saggio usurario alla luce delle componenti economiche dell'operazione nel suo complesso

Massime di principio

  • Quando prestiti in denaro sono connessi a operazioni immobiliari (preliminari, vendite simulate, mutui) il giudice deve valutare l'operazione nel suo complesso: non è sempre corretto separare automaticamente il prestito dalla vicenda immobiliare se quest'ultima è funzionale al rimborso o alla copertura del prestito
  • La determinazione del tasso usurario richiede che si considerino tutte le componenti economiche effettive (capitali effettivamente erogati, somme ricevute tramite mutuo, eventuali trattenute) e non sia fatta mediante impropria monetizzazione o uso meccanico dell'interesse legale quando la controprestazione è in natura
  • La sussistenza dell'usura in concreto necessita della verifica della «condizione di difficoltà economica» della persona offesa; l'assenza di motivazione su questo punto può costituire vizio di motivazione
  • In Cassazione le censure che si limitano a proporre ricostruzioni alternative di merito sono inammissibili: la suprema corte può annullare per violazione di legge o vizio di motivazione ma non sostituirsi al giudice di merito sulle valutazioni fattuali non viziate da illogicità manifesta
  • La mancata denuncia di smarrimento di un titolo cambiario può essere valorizzata dai giudici di merito come indizio di trattenuta e quindi di comportamento usurario, ma tale valutazione resta soggetta al sindacato limitato della Corte di Cassazione se fondata su elementi logici e probatori

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