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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30370/2026 del 10/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il giudice dell'esecuzione ha revocato la pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità applicata con sentenza di patteggiamento in sostituzione di una pena detentiva di due anni di reclusione, ritenendo che il condannato avesse violato le prescrizioni imposte a tutela della persona offesa dal reato presupposto, consistente in maltrattamenti. La revoca è stata fondata su una condotta ritenuta grave: il condannato, in violazione del divieto di comunicare con la persona offesa, le avrebbe inviato messaggi telefonici minacciosi e offensivi. Il ricorso per cassazione ha dedotto, con due motivi, l'erronea applicazione dell'art. 66 l. n. 689 del 1981, sostenendo che la revoca presupporrebbe violazioni plurime e non una sola conversazione articolata in più messaggi, e il difetto di motivazione dell'ordinanza, perché non avrebbe illustrato adeguatamente la gravità, il numero degli episodi e la loro incidenza sulla pena sostitutiva.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso complessivamente infondato. Ha affermato che l'art. 66 l. n. 689 del 1981 consente la revoca della pena sostitutiva in caso di violazione grave o reiterata degli obblighi o prescrizioni, sicché è sufficiente anche una sola violazione purché grave. Ha inoltre rilevato che il giudice dell'esecuzione aveva svolto una motivazione adeguata, basata sugli atti di polizia giudiziaria, senza necessità di ulteriori accertamenti, e che il secondo motivo riproponeva sostanzialmente le stesse censure sotto il profilo del vizio motivazionale. Il ricorso è stato quindi rigettato con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 66 l. n. 689 del 1981

    violazione grave o reiterata

    La revoca della pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità è consentita quando sia accertata una violazione grave oppure reiterata degli obblighi o delle prescrizioni imposte; non è necessaria la pluralità delle violazioni se la singola condotta è grave. Il giudice compie accertamenti sommari solo ove occorra, sulla base degli atti ricevuti.

  • art. 56-bis l. n. 689 del 1981

    È richiamato come fonte degli obblighi e delle regole comportamentali gravanti sul condannato che abbia aderito alla pena sostitutiva.

  • art. 444 c.p.p.

    La pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità era stata applicata in sostituzione della pena detentiva con sentenza di patteggiamento.

  • art. 52 d.lgs. n. 196/03

    È disposto l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • Ai fini della revoca di una pena sostitutiva, la previsione normativa che richiede una violazione "grave o reiterata" va intesa in senso disgiuntivo: è sufficiente che la violazione sia grave anche se isolata.
  • Nel procedimento di revoca della pena sostitutiva il giudice dell'esecuzione non è tenuto a svolgere un accertamento pieno della responsabilità penale, ma deve verificare la pertinenza dei fatti segnalati rispetto al rispetto delle prescrizioni e alla compatibilità della condotta con la finalità del beneficio.
  • Gli accertamenti previsti dall'art. 66 l. n. 689 del 1981 possono essere sommari e fondati sugli atti trasmessi dalla polizia giudiziaria, senza ulteriori approfondimenti quando il quadro fattuale sia già sufficiente.
  • Un motivo di ricorso che riproponga sotto diversa veste argomentativa le stesse censure già svolte, senza confrontarsi con la ratio decidendi della motivazione impugnata, è inammissibile o comunque infondato se la decisione di merito è logicamente e adeguatamente motivata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMisure alternative
RamiProcesso penaleEsecuzione penale

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