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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37099/2024 del 07/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che revocava la sospensione condizionale della pena per mancato pagamento, entro il termine fissato nella sentenza (23/09/2022), della somma assegnata alla parte civile a titolo di provvisionale. Il ricorrente deduce la mancata assunzione di prova decisiva, lamentando che il G.E. non avrebbe acquisito gli accrediti Postepay con cui sarebbero stati effettuati pagamenti successivi al termine e che tali documenti sono stati prodotti solo successivamente nell'atto di integrazione del ricorso per cassazione.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale ha correttamente applicato i principi secondo cui la concessione della sospensione condizionale subordinata all'adempimento di obblighi civili richiede l'adempimento entro il termine fissato; il mancato adempimento entro tale termine determina la revoca "ex iure" del beneficio, non rilevando gli adempimenti successivi al decorso del termine salvo la sopravvenuta impossibilità di adempiere. Le presunte prove di pagamenti successive al 23/09/2022 sono state considerate non decisive/irrilevanti. P.Q.M. il ricorso viene rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 163 cod. pen.

    La sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'adempimento di obblighi civili; il mancato adempimento entro il termine fissato comporta la revoca del beneficio salvo sopravvenuta impossibilità non dipendente da atto volontario.

  • Giurisprudenza citata (Sez. U. e sezioni semplici)

    Sez. U, n. 37503 del 23/06/2022; Sez. 1, n. 36377 del 07/07/2023; altre pronunce di Sez. 3 citate nel testo

    Confermano il principio che il termine per l'adempimento è elemento essenziale della concessione del beneficio; il mancato adempimento decorso il termine produce la revoca anche se vi sono successivi pagamenti, salvo prova di impedimento oggettivo all'adempimento.

  • Corte costituzionale

    Corte cost., sent. n. 49 del 1975

    La sospensione condizionale persegue lo scopo del ravvedimento del reo e il vincolo dell'adempimento rafforza il dovere di riparare il danno come parte della rieducazione.

Massime di principio

  • Il termine fissato nella sentenza per l'adempimento degli obblighi condizionanti la sospensione è essenziale: se decorre senza che l'obbligo sia assolto, la revoca opera automaticamente (ex iure), salvo sopravvenuta impossibilità.
  • Pagamenti effettuati dopo il termine previsto in sentenza sono, di norma, irrilevanti ai fini dell'opposizione alla revoca; per evitarne l'inefficacia è fondamentale provare l'adempimento entro il termine o dimostrare un impedimento oggettivo.
  • Chi intende dimostrare pagamenti deve produrre prove tempestive e documentazione tracciabile (ricevute, bonifici, estratti conto, accreditamenti Postepay) e, se possibile, comunicarle e concordare modalità di pagamento con la parte civile prima della scadenza.
  • Se si è convenuto un pagamento rateale, è importante che l'accordo sia formalizzato e documentato (importo, numero rate, scadenze) e, se subordinante per la sospensione, che le rate accordate consentano comunque il rispetto del termine o che venga autorizzata una diversa modalità dal giudice.
  • In sede esecutiva, il giudice valuta la rilevanza temporale degli adempimenti: eccezioni alla revoca sono ammesse solo per impossibilità sopravvenuta non imputabile al condannato o per fatti comprovati anteriori o entro il termine stabilito.
  • Per massimizzare la tutela, il soggetto che ha difficoltà a pagare entro il termine dovrebbe tempestivamente rivolgersi al giudice dell'esecuzione o alla parte civile per cercare soluzioni formali prima della scadenza, e conservare ogni prova delle comunicazioni e dei tentativi di pagamento.

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