Cassazione Penale, Sentenza n. 10448/2025 del 17/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello che lo aveva dichiarato colpevole, sollevando due motivi: 1) violazione di legge (art. 337, comma 3 c.p.p.) per presunta mancanza di legittimazione del querelante (sosteneva che il querelante non avesse chiarito i poteri rappresentativi e non avesse prodotto una procura speciale a dimostrazione della legittimazione); 2) errata qualificazione del fatto come furto consumato invece che tentato, argomentando che parte dell'azione si era svolta sotto la diretta osservazione dei Carabinieri e che quindi non si era realizzata l'autonoma disponibilità della merce trafugata.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e ha respinto i motivi. Quanto alla legittimazione del querelante, la Corte ha ritenuto sufficiente la dichiarazione che questi fosse il legale rappresentante della "Acquaverde s.r.l.", richiamando il principio per cui il legale rappresentante di una società di capitali, salvo divieto statutario o assembleare, è legittimato a sporgere querela senza procura speciale. Quanto alla qualificazione del reato, la Corte ha ritenuto il furto consumato: al momento dell'intervento dei militari la merce era già stata trasferita e caricata sull'Ape Piaggio, essendosi così realizzata l'autonoma disponibilità dell'agente. Sono state richiamate pronunce consolidate che definiscono consumazione del furto anche quando la cosa passa, per breve tempo, sotto il dominio esclusivo dell'agente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Rilevato come norma sul concorso di persone nel reato, applicata perché il fatto è stato commesso in concorso con altro soggetto (Nicola Dalò).
Norma sostanziale sul reato di furto, contestata al ricorrente in relazione all'impossessamento della merce.
art. 625, comma 1, n. 2 cod. pen.
Aggravante del reato di furto richiamata nel capo d'imputazione (circostanze che aggravano la pena).
art. 337, comma 3 cod. proc. pen.
Richiamata dalla difesa per contestare la legittimazione del querelante; la Corte ha ritenuto invece che la dichiarazione di essere legale rappresentante della società fosse sufficiente per la legittimazione a proporre querela.
Norma evocata dalla difesa come obbligo motivazionale/di decisione del giudice di grado superiore; la Corte ha osservato che la questione non risultava devoluta in appello e che la legittimazione era stata comunque accertata.
Norma relativa ai poteri della Corte di Cassazione; richiamata dalla difesa come richiamo procedurale sull'ottemperanza del giudice di secondo grado, senza tuttavia indurre la Corte ad accogliere il motivo.
Sez. 2, n. 45402 del 25/09/2019 (Paunovic Gorica)
Giurisprudenza richiamata per il principio che il legale rappresentante di società di capitali è legittimato a sporgere querela senza procura speciale, salvo divieto statutario o assembleare.
Sez. 5, n. 33605 del 17/06/2022 (T.)
Pronuncia richiamata sul principio che il furto si consuma quando la cosa trafugata passa anche per breve tempo sotto il dominio esclusivo dell'agente.
Sez. 4, n. 13505 del 04/03/2020 (Shehi Vildan)
Conferma del principio secondo cui è sufficiente l'autonoma disponibilità della cosa, anche temporanea, per la consumazione del furto.
Sez. U, n. 52117 del 17/07/2014 (Pg in proc. Prevete e altro)
Giurisprudenza che esclude la consumazione del reato nei casi di furti nei supermercati quando la merce resta sotto continua osservazione o controllo della persona offesa o degli addetti alla sorveglianza, essendo possibile il recupero immediato; principio ritenuto non pertinente al caso concreto.
Massime di principio
- Il legale rappresentante di una società di capitali è, in linea di principio, legittimato a proporre querela per fatti che riguardano il patrimonio sociale senza necessità di procura speciale, salvo divieti statutari o assembleari.
- Il furto si considera consumato quando la cosa sottratta passa sotto l'autonoma e esclusiva disponibilità dell'agente, anche se ciò avviene per breve tempo e nello stesso luogo in cui è stata sottratta.
- La presenza di personale di sorveglianza o di un controllo continuo da parte della persona offesa può escludere la consumazione del reato solo se tale controllo impedisce concretamente l'autonoma disponibilità dell'agente e consente il recupero immediato del bene; la valutazione è fattuale e dipende dalle circostanze del caso.
- Motivi di impugnazione non devoluti al giudice di grado precedente possono essere considerati meno efficaci in Cassazione; la Suprema Corte verifica anche la manifestità dell'infondatezza del ricorso.
- Un ricorso manifestamente infondato può essere dichiarato inammissibile con condanna alle spese e, se ne ricorrono i presupposti, a somme per la Cassa delle ammende.
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