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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11721/2023 del 04/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce da una sequenza di atti amministrativi relativi al fabbisogno di personale e all'assunzione di un soggetto disabile presso un comune: programmazione triennale del personale, programmazione di assunzione di un disabile, convenzione con l'ufficio provinciale del lavoro, invito ai lavoratori socialmente utili a dichiarare i requisiti, dichiarazione della ricorrente, delibera della giunta che disponeva di procedere all'assunzione, visita medica con esito di idoneità. Successivamente l'amministrazione ha annullato in autotutela il procedimento e la pretesa assunzione, richiamando il ricalcolo delle quote di riserva ex art. 3 L. 68/1999. La ricorrente ha quindi agito per ottenere il riconoscimento del diritto all'assunzione nella qualifica indicata e il risarcimento del danno. Il Tribunale ordinario aveva declinato la giurisdizione ritenendo che l'annullamento in autotutela esprimesse esercizio di potere amministrativo nella procedura concorsuale; il TAR, investito della causa, ha sollevato conflitto negativo, ritenendo che si trattasse di vicende successive all'individuazione del lavoratore e non di esercizio di potere discrezionale. Il ricorso per regolamento di giurisdizione tendeva dunque a stabilire se la controversia appartenesse al giudice ordinario o a quello amministrativo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario. Ha ritenuto che la sequenza procedimentale si fosse conclusa con atti che non attengono più alla mera organizzazione interna dell'ente, ma incidono direttamente sulla posizione soggettiva della persona individuata come destinataria dell'assunzione. In particolare, la deliberazione di assunzione e l'invito alla visita medica di idoneità avevano ormai individualizzato il soggetto e avviato l'iter di immissione in servizio; pertanto l'atto di annullamento in autotutela produceva un effetto diretto nella sfera giuridica della ricorrente e la controversia rientrava nella giurisdizione del giudice dei diritti. La Corte ha anche precisato che il giudice ordinario dovrà esaminare, incidentalmente, le ragioni del ricalcolo delle quote di riserva ex art. 3 L. 68/1999 ai fini della valutazione della legittimità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 3 della legge n. 68/1999

    Il ricalcolo delle quote di riserva invocato dall'amministrazione non sposta la giurisdizione quando la controversia riguarda gli effetti diretti sull'aspirante già individuato nell'iter di assunzione; la sua valutazione resta rimessa al giudice ordinario ai fini della decisione sulla pretesa sostanziale.

  • Cass. S.U. n. 22733/2011

    Richiamata per distinguere tra atti organizzativi dell'amministrazione, devoluti al giudice amministrativo, e atti di gestione dei rapporti con i singoli, devoluti al giudice ordinario quando incidano su posizioni soggettive.

Massime di principio

  • Nelle controversie relative al pubblico impiego, la giurisdizione va determinata distinguendo tra atti di organizzazione degli uffici e atti di gestione del rapporto o della singola procedura che incidono direttamente sulla posizione del destinatario individuato.
  • Quando l'amministrazione ha già individuato il soggetto destinatario dell'assunzione e compiuto atti esecutivi dell'impegno assunto, l'eventuale successivo annullamento in autotutela non resta confinato alla sfera organizzativa, ma produce un effetto diretto sul diritto dedotto in giudizio e ricade nella giurisdizione del giudice ordinario.
  • Il giudice ordinario, investito della domanda di accertamento del diritto all'assunzione e del danno, può valutare anche i presupposti sostanziali richiamati dall'amministrazione per giustificare il blocco della procedura, se tali presupposti rilevano solo come antecedenti della posizione soggettiva controversa.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneTrasferimento d'azienda
RamiProcesso civileLavoro
IstitutiLitisconsorzio necessario

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