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Ordinanza

Ordinanza n. 2711/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo regionale per l'Emilia Romagna (Sezione Seconda) n. 00768/2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202604941

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Emilia-Romagna che aveva respinto il ricorso contro ordinanze comunali concernenti la sicurezza di un fabbricato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune e proprietari)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Condominio Jori ha proposto appello contro la sentenza del TAR Emilia-Romagna n. 768/2026 e, in via incidentale, ha chiesto la sospensione della relativa efficacia. Dal testo emerge che l'impugnazione riguardava ordinanze comunali, solo in parte impugnate, adottate in relazione alle condizioni di sicurezza di un fabbricato e agli interventi necessari per la messa in sicurezza. Le censure d'appello contestavano, secondo quanto sintetizzato dal giudice, le ragioni poste a fondamento delle ordinanze, gli accertamenti tecnici successivamente eseguiti dall'amministrazione e l'individuazione dei soggetti responsabili della messa in sicurezza dell'edificio. Non è stata utilmente allegata una lesione grave e irreparabile derivante dall'esecuzione della sentenza o dal mantenimento degli atti impugnati.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistenti entrambi i presupposti concorrenti richiesti: il fumus boni iuris e il periculum in mora. In sede di delibazione sommaria, ha considerato non favorevolmente esaminabili le censure d'appello, alla luce delle ragioni delle ordinanze comunali, degli accertamenti tecnici successivamente compiuti dall'amministrazione sul fabbricato e dei principi in materia di responsabilità per la messa in sicurezza dell'edificio. Ha inoltre rilevato che non era stato allegato un pregiudizio grave e irreparabile. Nel bilanciamento degli interessi, la primaria rilevanza dell'interesse pubblico alla tutela della pubblica incolumità ha deposto per il mantenimento degli atti impugnati. Il Condominio Jori è stato condannato alle spese della fase cautelare, liquidate in complessivi euro 3.000,00 oltre accessori di legge e spese generali: euro 1.500,00 in favore del Comune di Modena ed euro 1.500,00 in favore dei proprietari privati costituiti.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento processuale della domanda cautelare in appello e della relativa decisione.

Massime di principio

  • La concessione della tutela cautelare in appello richiede la concorrente sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora; l'assenza anche di uno solo dei due presupposti giustifica il rigetto della domanda.
  • Nella fase cautelare il giudice compie una delibazione sommaria delle censure e può negare la misura quando, già a tale livello, i motivi non appaiano suscettibili di favorevole esame alla luce dell'istruttoria tecnica amministrativa e dei principi applicabili alla responsabilità per la messa in sicurezza di un edificio.
  • La tutela cautelare presuppone l'allegazione utile di un pregiudizio grave e irreparabile; la mera prospettazione di conseguenze non adeguatamente dimostrate non integra il periculum in mora.
  • Nel bilanciamento cautelare, l'interesse pubblico primario alla salvaguardia della pubblica incolumità può prevalere sull'interesse privato al mantenimento o alla sospensione degli effetti degli atti concernenti la messa in sicurezza di un fabbricato.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniOrdinanze contingibili e urgentiTutela cautelare
RamiEdiliziaEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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