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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1856/2023 del 18/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 03/02/2021 che, riformando la sentenza del Tribunale di Nola del 04/07/2013, aveva qualificato la condotta come concorso in tentata estorsione pluriaggravata e rideterminato la pena in 2 anni e 8 mesi di reclusione e 300 euro di multa. Ventinove deduce violazione di legge e vizio della motivazione sostenendo che il coimputato Tahir si sarebbe autonomamente determinato a minacciare la vittima (Terracciano) e che non vi sarebbe stato consenso o previsione del rischio da parte del ricorrente; contesta inoltre l'interpretazione data alle pronunce delle Sezioni Unite (sentenza Filardo). La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso manifestamente inammissibile per aspecificità: il ricorrente non ha indicato la correlazione tra le ragioni contestatorie e le argomentazioni della sentenza impugnata e non si è confrontato con le risultanze probatorie richiamate dai giudici di merito, i quali avevano ritenuto provato che Ventinove si era rivolto a Tahir facendo affidamento sulla sua capacità intimidatoria legata a contiguità con ambienti camorristici; inoltre Tahir vantò trascorsi con il clan Foria e vicinanza a Vincenzo Mazzarella e richiese una somma (20.000 euro) del tutto sproporzionata rispetto al credito residuo, perseguendo così una finalità propria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Rimangono confermate le valutazioni di merito e la condanna come da sentenza d'appello (pena rideterminata in 2 anni e 8 mesi di reclusione e 300 euro di multa). Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di 3.000 euro alla cassa delle ammende e alla refusione delle spese sostenute dalla parte civile Terracciano Carmine, liquidate in complessivi 3.510 euro oltre agli accessori di legge.

Norme richiamate

  • articolo 393 cod. pen.

    La Corte d'appello ha escluso la riconducibilità della condotta nei termini di tale disposizione, ritenendo che il comportamento del coimputato fosse dotato di autonoma finalità personale e non si esaurisse in un mero apporto ad adiuvandum riconducibile al ricorrente

  • Decisione delle Sezioni Unite, sentenza Filardo

    Richiamata come parametro interpretativo per distinguere la mera cooperazione da una condotta autonoma del coautore; le Sezioni Unite sono state utilizzate per escludere la ricondizione della condotta all'istituto invocato dal ricorrente

  • Principio giurisprudenziale di inammissibilità per aspecificità del ricorso in Cassazione

    La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso deve indicare la correlazione tra le ragioni poste a fondamento dell'impugnazione e le motivazioni del provvedimento censurato; la mancanza di tale confronto determina l'inammissibilità

Massime di principio

  • In Cassazione il ricorso deve confrontarsi puntualmente con le motivazioni del giudice di merito: argomentazioni generiche o non correlate alle ragioni della decisione impugnata determinano l'inammissibilità.
  • Quando un coautore o un soggetto esterno svolge un ruolo intimidatorio richiamando legami con organizzazioni criminali e pretende somme sproporzionate rispetto al credito asserted, il suo comportamento può essere considerato autonomo e con finalità proprie, incidendo sulla qualificazione del reato (es. esclusione di mera cooperazione ad adiuvandum).
  • La sproporzione tra la somma richiesta e il credito reale è un elemento probatorio rilevante per dedurre l'intento estorsivo o la finalità personale del coautore.
  • Per contestare efficacemente la ricostruzione probatoria dei giudici di merito è necessario indicare specifici errori di fatto o di diritto e mostrare la correlazione tra tali errori e il decisum; altrimenti la corte suprema non procede all'esame nel merito.
  • Le condanne accessorie (spese processuali, somme alla cassa delle ammende, rifusione danni alla parte civile) possono essere disposte anche quando il ricorso è dichiarato inammissibile.

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