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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17012/2024 del 23/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta documentale (capo A) e patrimoniale (capo B). Ha articolato tre motivi: (1) vizio processuale per la mancata ammissione del rito abbreviato condizionato alla produzione documentale, poiché l'istanza era stata presentata per iscritto dall'imputato con sottoscrizione autenticata dal difensore ma ritenuta invalida dai giudici di merito perché il difensore di ufficio non aveva procura speciale; (2) censura sulla qualificazione del fatto come bancarotta fraudolenta documentale, sostenendo che non era in possesso o non aveva consegnato i documenti per fatti non dolosi e che difettava il dolo specifico; (3) censura sulla qualificabilità della condotta come bancarotta fraudolenta patrimoniale, perché i prelievi sarebbero stati per spese personali o familiari e non volti a procurare un ingiusto profitto o danneggiare i creditori (ravvisando in astratto la bancarotta semplice).

La decisione

La Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: l'istanza di rito abbreviato proposta per iscritto dall'imputato con sottoscrizione autenticata dal difensore era valida anche in sua assenza e non richiedeva procura speciale del difensore; pertanto il rito abbreviato doveva essere ammesso e al ricorrente spetta la diminuzione della pena di un terzo. Perciò la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio e la causa è rimessa al giudice di merito per la rideterminazione della pena (con le valutazioni discrezionali conseguenti, ad es. sulla sospensione condizionale). I restanti motivi (secondo e terzo) sono stati rigettati: confermata la sussistenza della bancarotta fraudolenta documentale per l'omessa tenuta/consegna del libro giornale e del dolo specifico desunto dall'ocultamento, e confermata la bancarotta fraudolenta patrimoniale per i prelievi personali operati dall'amministratore di una società di capitali. Il ricorso è dunque accolto soltanto sul profilo sanzionatorio.

Norme richiamate

  • art. 438 cod. proc. pen.

    "la richiesta di giudizio abbreviato può essere proposta oralmente o per iscritto"; riferimento al comma 2 e al comma 3 circa l'espressione della volontà dell'imputato

    La Corte interpreta la norma nel senso che l'imputato può validamente chiedere il giudizio abbreviato anche per iscritto, con sottoscrizione autenticata dal difensore; in tal caso non è necessaria la presenza in udienza né la procura speciale del difensore per depositare l'istanza.

  • art. 583, comma 3, cod. proc. pen.

    "autentica ... da notaio, da altra persona autorizzata o dal difensore"

    La funzione di autenticazione della sottoscrizione può essere svolta dal difensore (di fiducia o di ufficio); tale autenticazione rende valida l'istanza scritta dell'imputato per il rito abbreviato.

  • art. 216 legge fallimentare (bancarotta fraudolenta documentale)

    La fattispecie richiede condotte materiali quali occultamento, distruzione o mancata consegna di scritture contabili; occorre inoltre il dolo specifico (scopo di procurare un ingiusto profitto o di arrecare pregiudizio ai creditori). La Corte ha ritenuto integrati gli elementi materiali e il dolo, desumendoli dall'occultamento dei documenti e dalla connessione con le distrazioni patrimoniali.

  • art. 217 legge fallimentare (bancarotta semplice per spese personali)

    La disposizione che prevede la fattispecie di bancarotta semplice per spese personali/familiari è tipicamente riferita all'imprenditore individuale; la Cassazione conferma che l'amministratore di società di capitali che esegue prelievi per fini personali integra invece bancarotta fraudolenta patrimoniale.

  • art. 23, comma 8, legge n. 176/2020

    Norma richiamata quale base formale per la trattazione del ricorso senza intervento delle parti (procedure semplificate in Cassazione).

Massime di principio

  • Una richiesta di rito abbreviato presentata per iscritto dall'imputato con firma autenticata dal difensore è valida anche in assenza dell'imputato in udienza; non è richiesta procura speciale del difensore per depositare la richiesta già sottoscritta e autenticata dall'imputato.
  • Se la richiesta di abbreviato è valida e i documenti cui è condizionata sono acquisiti nel dibattimento, il giudice deve ammettere il rito e applicare la diminuzione di pena prevista (un terzo).
  • La mancata applicazione della diminuzione prevista per il rito abbreviato è un vizio che la Cassazione può dichiarare fondato e che comporta l'annullamento limitato al trattamento sanzionatorio con rinvio per rideterminazione della pena.
  • Per il reato di bancarotta fraudolenta documentale la giurisprudenza considera sufficiente l'occlusione, distruzione o mancata consegna delle scritture contabili per integrare l'elemento materiale; il dolo specifico può desumersi dall'occasione e dai comportamenti tesi a occultare le distrazioni.
  • Gli amministratori di società di capitali non possono giustificare prelievi societari per spese personali o familiari: tali condotte possono integrare bancarotta fraudolenta patrimoniale, non la bancarotta semplice riservata al solo imprenditore individuale.
  • Mere affermazioni di buona fede, senza un convincente confronto probatorio con le fonti documentali e la motivazione, sono insufficienti a escludere il dolo richiesto per le fattispecie fraudolente.

Testo integrale

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