Ordinanza n. 153/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento protocollo n. -OMISSIS- del 09.09.2025 di revoca del nulla osta al lavoro subordinato (prot. n. -OMISSIS-) con contestuale determina di rigetto della richiesta di concessione di permesso di lavoro per attesa occupazione; nonché di tutti gli atti illegittimi presupposti e/o presupponenti quelli impugnati, consequenziali o comunque connessi, ancorché non comunicati e non conosciuti, in quanto lesivi degli interessi del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato con contestuale rigetto della richiesta di permesso di soggiorno per attesa occupazione
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato e il contestuale rigetto della richiesta di permesso di soggiorno per attesa occupazione. Ha dedotto che il contratto di lavoro collegato al visto d'ingresso non era stato stipulato per la sopravvenuta liquidazione giudiziale della società che avrebbe dovuto assumerlo. I motivi denunciavano vizi riconducibili a eccesso di potere, illogicità e carenza di proporzionalità. In particolare, il ricorrente ha sostenuto che la Prefettura avrebbe dovuto applicare le disposizioni ministeriali interne che, in caso di indisponibilità del datore di lavoro, consentono al cittadino straniero di ottenere un permesso per attesa occupazione; che la fattispecie avrebbe dovuto essere assimilata a quella prevista nelle procedure di emersione del lavoro irregolare quando la mancata sottoscrizione del contratto dipende da cause di forza maggiore; e che la liquidazione giudiziale della società costituisse una circostanza sopravvenuta rilevante, da valutare prima dell'adozione della revoca.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso il provvedimento impugnato. Ha ritenuto che l'esame dei motivi di merito richiedesse un approfondimento incompatibile con la fase cautelare, anche per l'oscillazione degli orientamenti giurisprudenziali in materia. Ha tuttavia ravvisato il periculum in mora, poiché il cittadino straniero sarebbe stato esposto al grave e irreparabile pregiudizio dell'allontanamento definitivo dal territorio nazionale nelle more del giudizio. La sospensione è stata concessa entro i limiti propri della valutazione cautelare, senza anticipare la decisione sulla legittimità della revoca. La trattazione di merito è stata fissata per il 10 aprile 2026; le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ha costituito la base, insieme alla normativa europea in materia di protezione dei dati, per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati quali ulteriori presupposti per la tutela dei diritti e della dignità della parte mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- In sede cautelare, quando l'esame della legittimità di una revoca del nulla osta al lavoro subordinato richiede un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria, il giudice può limitarsi a valutare la sussistenza del periculum in mora e adottare una misura provvisoria senza anticipare la decisione di merito.
- Il rischio di allontanamento definitivo dal territorio nazionale nelle more del giudizio può integrare un pregiudizio grave e irreparabile idoneo a fondare la sospensione cautelare del provvedimento amministrativo impugnato.
- La sopravvenuta liquidazione giudiziale del datore di lavoro e la conseguente mancata stipulazione del contratto costituiscono circostanze rilevanti ai fini della valutazione cautelare della revoca del nulla osta e del diniego del permesso per attesa occupazione, soprattutto quando la materia presenta orientamenti giurisprudenziali oscillanti.
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