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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31077/2025 del 16/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato l'ordinanza/sentenza della Corte di appello che, in riforma del primo grado, aveva accolto il concordato tra le parti ex art. 599-bis c.p.p. e rideterminato la pena per il reato di furto in abitazione. Con un unico motivo ha dedotto violazione dell'art. 129 c.p.p., lamentando l'omessa motivazione sulle ragioni del mancato proscioglimento, sostenendo in sostanza che il giudice avrebbe dovuto rilevare d'ufficio eventuali cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha ritenuto il motivo non consentito nel modulo definitorio prescelto in appello, perché l'accordo comportava rinuncia ai motivi di appello diversi da quelli espressamente mantenuti, tra cui quelli relativi al trattamento sanzionatorio e alle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, osservando che nel procedimento ex art. 599-bis c.p.p. il giudice d'appello, una volta accolto l'accordo delle parti e presa atto della rinuncia ai motivi, limita la sua cognizione ai soli motivi non rinunciati. Ha quindi escluso che residuasse un dovere di motivazione sul mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p. e ha affermato che, avendo l'imputato rinunciato ai motivi sulla responsabilità, non poteva contestare in cassazione il giudizio di colpevolezza. Conseguentemente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., con condanna al pagamento delle spese processuali e di euro 4.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    Nel concordato in appello il giudice decide in camera di consiglio quando le parti chiedono l'accoglimento, totale o parziale, dei motivi di appello con rinuncia agli altri; se l'accordo incide sulla pena, le parti indicano anche la pena concordata.

  • art. 589 c.p.p.

    Richiamato quale forma procedurale per la richiesta congiunta delle parti nel concordato in appello.

  • art. 129 c.p.p.

    Non sussiste, nel modulo definitorio ex art. 599-bis c.p.p., un autonomo dovere di motivare sul mancato proscioglimento quando le questioni attinenti alla responsabilità sono state oggetto di rinuncia.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Il ricorso manifestamente inammissibile, in tale contesto, può essere dichiarato de plano.

  • art. 599, comma 4, c.p.p. (previgente)

    Il principio per cui il giudice d'appello che accoglie l'accordo e prende atto della rinuncia ai motivi limita la cognizione ai soli motivi non rinunciati è ritenuto nuovamente applicabile anche nel regime dell'art. 599-bis.

Massime di principio

  • Nel concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p., l'accordo tra le parti e la rinuncia agli altri motivi delimitano la cognizione del giudice ai soli punti devoluti e non rinunciati.
  • La rinuncia ai motivi di appello concernenti la responsabilità preclude di dedurre in cassazione questioni relative al merito della colpevolezza, anche se qualificabili come rilevabili d'ufficio.
  • Nel rito definitorio fondato sull'accordo delle parti non sussiste un autonomo obbligo del giudice di appello di motivare sul mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p., salvo che tale profilo sia rimasto devoluto.
  • Quando il ricorso per cassazione investe questioni coperte dalla rinuncia conseguente al concordato in appello, il ricorso è inammissibile e può essere definito senza formalità ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieRiti alternativiImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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