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Cassazione Penale, Ordinanza n. 38198/2025 del 24/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

La vicenda riguarda un imputato già definitivamente condannato per truffa aggravata dal Tribunale di Ancona, con condanna confermata in appello. Dopo un primo ricorso ordinario e due ricorsi straordinari ex art. 625-bis c.p.p., il ricorrente ha proposto un ulteriore ricorso straordinario avverso la sentenza della Seconda Sezione penale della Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il precedente ricorso straordinario. Nel nuovo ricorso egli deduce un ulteriore errore di fatto della Seconda Sezione: questa avrebbe ritenuto, erroneamente, che la questione relativa alla confusione tra l'offerta risarcitoria formulata nel contesto del patteggiamento e quella riferita al programma di trattamento UEPE fosse stata introdotta solo con memoria difensiva e non già con il motivo di ricorso. Sostiene quindi che tale supposta novità processuale sarebbe stata valutata in modo errato.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il nuovo ricorso straordinario. Rileva che il preteso errore di fatto denunciato attiene a un profilo del tutto irrilevante rispetto alla decisione impugnata, perché la precedente sentenza di inammissibilità si fondava soprattutto su una ragione autonoma e assorbente: il ricorso straordinario riproponeva una questione già ritenuta infondata nel merito. La Corte afferma inoltre che un nuovo ricorso straordinario è ammissibile solo se deduce errori di fatto nuovi e diversi da quelli già oggetto del primo ricorso, e comunque errori che incidano sulla decisione resa nel giudizio di cognizione o nel ricorso ordinario, non su presunti errori commessi nella stessa decisione sul ricorso straordinario. Ne conseguono la condanna alle spese processuali e il pagamento della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Il ricorso straordinario per errore di fatto è dichiarato inammissibile o manifestamente infondato con ordinanza anche d'ufficio, senza necessità di fissare la camera di consiglio; solo se non ricorrono tali ipotesi la Corte procede ex art. 127 c.p.p. e, in caso di accoglimento, adotta i provvedimenti necessari per correggere l'errore.

  • art. 127 c.p.p.

    Si applica solo quando il ricorso straordinario non sia inammissibile o manifestamente infondato, per la trattazione in camera di consiglio.

  • art. 625-bis c.p.p.

    Il rimedio straordinario è utilizzabile per dedurre errori di fatto; un nuovo ricorso è ammissibile solo se fondato su errori nuovi e diversi da quelli già scrutinati e rilevanti rispetto alla decisione impugnata.

Massime di principio

  • Il nuovo ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. non è ammissibile se si limita a riproporre questioni già esaminate e ritenute infondate in un precedente ricorso straordinario.
  • L'errore di fatto dedotto con un ulteriore ricorso straordinario deve essere autonomo, nuovo e tale da incidere sulla decisione impugnata; sono irrilevanti gli errori prospettati solo rispetto alla precedente decisione sul ricorso straordinario, se non toccano la statuizione sostanziale che ha definito il giudizio.
  • Quando il ricorso straordinario è inammissibile o manifestamente infondato, la Corte può dichiararlo con ordinanza senza formalità di rito e senza fissare la camera di consiglio partecipata.
  • L'inammissibilità del ricorso straordinario comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, in caso di manifesta infondatezza, può giustificare anche la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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