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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33876/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I difensori di Crupi hanno proposto ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. deducendo errore di fatto nella sentenza della I sezione della Cassazione che, a loro avviso, avrebbe sovrastimato il valore probatorio delle dichiarazioni dei collaboratori (in particolare Zappia) e avrebbe ritenuto che Crupi fosse presente a una presunta riunione preliminare ad Oppido Mamertina. Il ricorso sosteneva l insufficienza delle dichiarazioni di Bono e Figliuzzi e la non sovrapponibilita cronologica delle loro posizioni, con la conseguente centralita delle affermazioni di Zappia; inoltre si contestava che la Corte avesse fondato la partecipazione del Crupi su una vicenda o non verificata o che non lo vedeva coinvolto.

La decisione

Il ricorso e stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le critiche sollevate esulassero dall'ambito del rimedio ex art. 625-bis c.p.p., poiche costituivano valutazioni e ricostruzioni probatorie e non un errore di percezione o una svista nella lettura degli atti interni alla Cassazione. Il ricorso e stato inoltre giudicato generico e non documentato: non e stato provato che la presunta doglianza non fosse stata proposta in Cassazione nè e stato dimostrato un errore percettivo decisivo. Conseguentemente il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 4.000,00 alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il motivo di ricorso fondato su errore di fatto si limita alle ipotesi di errore percettivo consistente in svista o equivoco nella lettura degli atti interni della Corte di cassazione; sono esclusi dal rimedio gli errori di valutazione o di diritto derivanti da diversa interpretazione degli atti o delle norme.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    A fronte della pronuncia di inammissibilita e prevista la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

  • Giurisprudenza consolidata (Cass. Sez. 3, n. 47316/2017; Sez. 5, n. 29240/2018; Sez. 2, n. 53657/2016)

    La Corte richiama precedenti orientamenti per delimitare il concetto di errore di fatto e per distinguere gli errori percettivi dalle valutazioni giuridiche o dagli errori di diritto. Richiamati anche principi secondo cui non e rimediabile la reiezione di motivi non proposti e che il ricorso straordinario deve documentare l'errore percettivo dedotto.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. e ammissibile solo se si dimostra un errore percettivo concreto della Corte di cassazione nella lettura degli atti interni, ossia una svista o un equivoco che abbia effettivamente inciso sulla decisione.
  • Non rientrano nel rimedio le critiche alla valutazione delle prove o le richieste di riconsiderazione delle valutazioni giuridiche: tali censure sono errori di diritto o di giudizio inammissibili con questo strumento.
  • Il ricorrente deve documentare in modo specifico e non generico la mancata proposizione di un motivo o la inesatta percezione operata dalla Corte; semplici affermazioni assertive non sono sufficienti.
  • Se la censura riguarda l esame o la valorizzazione di dichiarazioni di collaboratori, occorre dimostrare che la Cassazione ha travisato in modo evidente il contenuto degli atti e non semplicemente che ha dato diversa valutazione alla attendibilita delle dichiarazioni.
  • Prima di proporre il ricorso straordinario e opportuno verificare e documentare che la questione non e gia stata affrontata o che vi sia un chiaro errore materiale/percettivo nella motivazione della Cassazione, indicando con precisione dove si sarebbe verificata la svista.
  • Il ricorso inammissibile puo comportare condanna alle spese e pagamento di una somma alla Cassa delle ammende; quindi valutare il rapporto rischio-beneficio prima di proporre il rimedio.

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