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Cassazione Civile, Ordinanza n. 36383/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (parte privata)

La controversia

Nel procedimento di correzione di errore materiale relativo a una precedente ordinanza della Corte di cassazione, il difensore della parte privata ha chiesto di correggere il dispositivo della decisione n. 9333/2021, perché in esso la condanna alle spese era stata formulata in modo internamente contraddittorio: il dispositivo indicava infatti che il "ricorrente" dovesse rimborsare le spese al "ricorrente" stesso, invece che al "controricorrente". Il richiedente ha evidenziato che, nella motivazione della precedente ordinanza, il ricorso del Ministero era stato dichiarato improcedibile e che la regolazione delle spese era stata posta secondo il criterio della soccombenza. La parte intimata non ha resistito all'istanza. La Corte ha rilevato che l'errore era meramente materiale, agevolmente desumibile dalla lettura del provvedimento, e che l'intervento correttivo era consentito dagli artt. 287 e 288 c.p.c., trattandosi di eliminare una discordanza tra motivazione e dispositivo. Ha inoltre escluso la pronuncia sulle spese del procedimento di correzione, per la sua natura speciale.

La decisione

La Corte ha accolto l'istanza di correzione dell'errore materiale e ha disposto la rettifica del dispositivo dell'ordinanza n. 9333/2021, sostituendo la frase che condannava il "ricorrente" al rimborso delle spese nei confronti del "ricorrente" con la frase corretta che individua il beneficiario come "controricorrente". Ha ordinato alla Cancelleria di annotare il provvedimento in calce all'originale dell'ordinanza. Non ha provveduto sulle spese del procedimento di correzione.

Norme richiamate

  • art. 91 c.p.c.

    la Corte richiama il criterio della soccombenza per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, rilevando che nella precedente ordinanza esso era stato correttamente applicato nella motivazione, ma erroneamente trascritto nel dispositivo.

  • art. 287 c.p.c.

    è la norma che consente la correzione degli errori materiali contenuti nei provvedimenti del giudice.

  • art. 288 c.p.c.

    insieme all'art. 287 c.p.c. fonda il procedimento di correzione dell'errore materiale mediante rettifica del provvedimento.

Massime di principio

  • È emendabile con il procedimento di correzione dell'errore materiale la divergenza tra motivazione e dispositivo quando l'errore sia agevolmente riconoscibile dalla lettura complessiva del provvedimento.
  • La correzione dell'errore materiale è ammissibile anche quando il dispositivo rechi una condanna alle spese formulata in modo logicamente impossibile o internamente incoerente, purché risulti chiara la volontà decisoria effettivamente espressa nella motivazione.
  • Nel procedimento di correzione di errore materiale non deve essere pronunciata condanna alle spese, poiché non è individuabile una parte vittoriosa e una parte soccombente.
  • La regolazione delle spese del giudizio di legittimità segue il criterio della soccombenza; se il dispositivo lo trascrive erroneamente, la correzione serve a riallinearlo alla decisione effettivamente adottata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

Testo integrale

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