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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30052/2024 del 23/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore ha proposto ricorso straordinario per cassazione contestando la sentenza n. 41579/2023 emessa dalla Terza Sezione della Corte di Cassazione. La doglianza principale è che la Corte di cassazione, annullando con rinvio il capo 11 e dichiarando inammissibili le censure relative ai reati-satellite (capi 10, 30, 31 e 40), non avrebbe adeguatamente considerato che il rinvio sul reato più grave instaura o incide sul "rapporto processuale" anche rispetto ai reati-satellite, rendendo pertanto rilevabile la prescrizione di tali reati. In sostanza, si denuncia un presunto errore percettivo della Corte nell'aver ritenuto l'autonomia dei capi satellite rispetto al capo 11 e nell'aver escluso la sussistenza del rapporto processuale necessario per far decorrere la prescrizione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le censure dedotte non siano riconducibili all'errore materiale o percettivo previsto dall'art. 625-bis cod. proc. pen., ma costituiscano una questione di diritto e di valutazione giuridica: l'errore invocato è di carattere valutativo e interpretativo (errore di giudizio), non un errore di fatto materialmente identificabile nella lettura degli atti. La Corte ha inoltre richiamato la giurisprudenza che distingue l'errore di fatto dall'errore di diritto e ha osservato l'esistenza di orientamenti contrastanti sulla materia. Per l'inammissibilità del ricorso è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come indicato nel dispositivo della sentenza.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario previsto dall'art. 625-bis è applicabile esclusivamente per errori materiali o di fatto di natura percettiva (svista o equivoco nella lettura degli atti interni al giudizio) e non per errori di diritto o valutazioni giuridiche; pertanto le censure di carattere interpretativo/valutativo sono inammissibili con questo rimedio.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186/2000

    Richiamata in relazione al principio secondo cui, in caso di inammissibilità del ricorso, non debba essere riconosciuta l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; giustifica l'applicazione della sanzione pecuniaria e della condanna alle spese processuali in caso di ricorso manifestamente inammissibile.

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata (Sez. U n.16103/2002; Sez. U n.18651/2015; Sez.5 n.29240/2018 e altri)

    La giurisprudenza consolidata distingue l'errore di fatto percettivo (ammissibile con art. 625-bis) dall'errore di giudizio o di diritto (non ammesso). Sono citati orientamenti che affermano che interpretazioni o valutazioni delle risultanze processuali rientrano nell'errore di diritto e non possono essere corrette con il rimedio straordinario.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. è ammesso solo per errori materiali o di fatto di natura percettiva (svista o equivocata lettura degli atti) e non per questioni di diritto o valutazioni giuridiche.
  • Se la doglianza riguarda l'interpretazione dell'effetto di un annullamento con rinvio sui capi collegati (rapporto processuale e prescrizione), si tratta generalmente di una questione di diritto e di valutazione: quindi non è rimediabile con il ricorso straordinario per errore di fatto.
  • Per poter utilizzare con successo l'art. 625-bis occorre indicare specificamente e circostanziatamente l'errore percettivo (es. citazione omessa o travisamento manifesto di un elemento fattuale negli atti) che ha inciso sulla decisione.
  • In situazioni di pluralità di capi (capo principale e reati-satellite), va analizzata la natura di autonomia o connessione degli illeciti: se l'autonomia è valutazione giuridica, problemi sulla instaurazione del rapporto processuale e sulla prescrizione saranno valutazioni di diritto non ricorribili con l'errore di fatto.
  • Presentare un ricorso straordinario infondato può comportare la condanna alle spese e l'applicazione di una sanzione pecuniaria; prima di proporre il rimedio è quindi consigliabile verificare se la censura sia effettivamente riconducibile a un errore percettivo materiale.

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