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Sentenza

Sentenza del 10/06/2016 n. 11961 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava una cartella TARSU relativa all'anno 2007, pari a Euro 25.419,88. La Primula s.r.l. contestava principalmente la legittimità delle tariffe applicate agli esercizi alberghieri, sensibilmente superiori a quelle previste per le civili abitazioni, sostenendo l'assenza di adeguata motivazione e deducendo anche l'illegittimità della deliberazione comunale per incompetenza dell'organo emanante, in relazione a una precedente sentenza del TAR. La Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto illegittimo l'aumento tariffario per carenza di motivazione. Il Comune ha impugnato tale decisione sostenendo che la differenziazione tariffaria tra utenze domestiche ed esercizi alberghieri fosse legittima e non richiedesse una motivazione specifica.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale del Comune e respinto il ricorso incidentale condizionato della Primula s.r.l. Ha stabilito che è legittimo applicare tariffe TARSU differenziate agli esercizi alberghieri rispetto alle civili abitazioni, poiché la maggiore capacità produttiva di rifiuti degli alberghi costituisce un dato di comune esperienza. Ha inoltre escluso l'esistenza di un obbligo specifico di motivazione della deliberazione tariffaria comunale, trattandosi di un atto amministrativo generale. La sentenza della Commissione Tributaria Regionale è stata cassata senza rinvio e la Corte ha deciso direttamente nel merito, rigettando il ricorso originario della società e confermando quindi la cartella TARSU. Le spese dei giudizi di merito sono state compensate, mentre la Primula s.r.l. è stata condannata alle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 3.550,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, artt. 65, 68 e 69

    L'art. 68, comma 2, disciplina la classificazione delle categorie di locali e aree ai fini TARSU; l'art. 69, comma 2, riguarda gli elementi di riscontro della legittimità delle deliberazioni tariffarie.

    La classificazione delle utenze può giustificare tariffe diverse. È legittimo distinguere gli esercizi alberghieri dalle civili abitazioni, anche con tariffe significativamente maggiori, purché il rapporto sia coerente con i costi del servizio e con la classificazione economica delle categorie.

  • D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 49, comma 8

    La tariffa è determinata dagli enti locali.

    La disposizione conferma la competenza degli enti locali nella determinazione della tariffa e ammette la differenziazione tra fasce di utenza domestiche e non domestiche.

  • L. 8 giugno 1990, n. 142, art. 32

    La competenza del Consiglio comunale riguardava l'istituzione e l'ordinamento dei tributi e la disciplina generale delle tariffe.

    Nel regime previgente, la competenza doveva essere valutata distinguendo tra istituzione e ordinamento del tributo, riservati al Consiglio, e concreta determinazione delle tariffe, che poteva spettare alla Giunta.

  • D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, TUEL

    Il Consiglio comunale è competente sull'istituzione e sull'ordinamento dei tributi, mentre la determinazione delle aliquote è attribuita alla Giunta comunale in via residuale.

    Per il 2007 la Giunta poteva determinare o variare le aliquote e le tariffe, salvo il rispetto dei limiti stabiliti dalla legge e dagli atti del Consiglio comunale.

  • Statuto del Comune di Palermo, art. 49

    La Giunta Municipale procede a variazione delle tariffe ed aliquote dei tributi entro i limiti indicati dalla legge e dal Consiglio Comunale.

    La deliberazione della Giunta è legittima se si mantiene entro i limiti fissati dalla legge e dal Consiglio comunale. Nel caso concreto non era stata contestata la violazione di tali limiti.

  • Codice di procedura civile, artt. 360, 384 e 112

    L'art. 384 consente alla Corte di cassazione, quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere la causa nel merito.

    Poiché la questione era esclusivamente giuridica e non richiedeva nuovi accertamenti, la Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha rigettato direttamente il ricorso introduttivo della contribuente.

Massime di principio

  • In materia TARSU, la differenziazione tariffaria tra esercizi alberghieri e civili abitazioni è normalmente legittima se basata sulla maggiore capacità produttiva di rifiuti degli alberghi, anche senza una specifica dimostrazione analitica per ogni singola attività.
  • Le deliberazioni comunali che stabiliscono tariffe generali rivolte a categorie indeterminate di contribuenti non richiedono, di regola, una motivazione dettagliata analoga a quella degli atti amministrativi individuali.
  • Per valutare la legittimità della tariffa non si confrontano necessariamente solo le aliquote applicate alle diverse categorie: occorre verificare la relazione tra tariffe, classificazione delle utenze e costi del servizio.
  • La competenza della Giunta nella determinazione concreta delle aliquote e delle tariffe può essere riconosciuta, soprattutto per il periodo successivo al TUEL, purché siano rispettati i limiti stabiliti dalla legge e dal Consiglio comunale.
  • L'annullamento giudiziale di una deliberazione tariffaria riferita a un anno diverso non determina automaticamente l'illegittimità delle deliberazioni successive: ciascun atto deve essere esaminato autonomamente, salvo che il giudicato sia effettivamente estensibile.
  • Quando la Corte di cassazione accoglie il ricorso dell'ente impositore e non sono necessari ulteriori accertamenti, può decidere direttamente nel merito e confermare la pretesa tributaria.

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