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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14407/2025 del 11/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di un provvedimento che vietava l'uso di strumenti alimentati a cavo elettrico per il taglio dei capelli nelle sezioni 41-bis; il ricorrente sosteneva che il divieto ledeva il diritto all'igiene personale e alla dignità durante la detenzione.

La decisione

La Corte ha rilevato che il diritto all'igiene personale è tutelato dall'ordinamento (art. 8 l. 354/1975 e art. 8 d.P.R. 230/2000) ma che le modalità di esercizio del diritto possono essere regolamentate dall'Amministrazione penitenziaria in funzione di ordine, sicurezza e trattamento rieducativo. La circolare applicativa riguardante le sezioni 41-bis prevede la gratuità del servizio barberia affidato a detenuto lavorante e disciplina tempi, modi e verifiche sugli strumenti. La limitazione dell'uso di strumenti elettrici è stata ritenuta riconducibile alla discrezionalità organizzativa delle Direzioni d'istituto, motivata da ragioni di sicurezza e organizzazione e non arbitraria; il divieto non ha in concreto negato il diritto all'igiene del detenuto Martinelli. Conseguentemente la Corte ha annullato senza rinvio il provvedimento (ovvero la pronuncia che aveva ritenuto illegittimo il divieto) e ha disposto la definitiva reiezione del reclamo giurisdizionale proposto dal ricorrente.

Norme richiamate

  • legge n. 354 del 1975 (art. 8)

    Garantisce al recluso il diritto all'igiene personale come parte della dignità umana; tuttavia non impedisce che le modalità di esercizio siano disciplinate dall'Amministrazione penitenziaria.

  • D.P.R. n. 230 del 2000 (art. 8)

    Attua le disposizioni sull'ordinamento penitenziario relative ai servizi (tra cui barberia) e legittima regole organizzative interne sugli strumenti e sulle modalità di erogazione del servizio.

  • art. 41-bis Ordinamento penitenziario

    Regime detentivo speciale che giustifica misure organizzative e di sicurezza peculiari; le sezioni 41-bis possono essere soggette a regolamentazioni più restrittive delle modalità di esercizio dei diritti.

  • Circolare applicativa sulle sezioni 41-bis

    Stabilisce la gratuità del servizio barberia, la nomina del detenuto lavorante e prescrizioni operative e di verifica sugli strumenti; legittima quindi limitazioni strumentali finalizzate alla sicurezza.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. 1, n. 4030/2020; Sez. 1, n. 23533/2020; Sez. 7, n. 7805/2013; Sez. 7, n. 373/2014)

    Consolidato principio che distingue il nucleo intangibile del diritto soggettivo del detenuto (che è tutelato) dalle modalità del suo esercizio (assoggettate a regolamentazione amministrativa); solo la negazione del diritto è sindacabile giudizialmente, mentre scelte amministrative non manifestamente irragionevoli rientrano nella discrezionalità.

Massime di principio

  • Il diritto all'igiene personale del detenuto è costituzionalmente protetto, ma le modalità concrete di fruizione possono essere regolate dall'Amministrazione penitenziaria
  • Le restrizioni imposte dall'Amministrazione (es. divieto di specifici strumenti) sono legittime se perseguono finalità di ordine, sicurezza o organizzazione e non risultano manifestamente irragionevoli o tali da inibire la fruizione del diritto nel suo nucleo essenziale
  • La discrezionalità organizzativa delle Direzioni d'istituto consente modelli differenziati tra istituti; non è richiesta uniformità assoluta di scelte
  • Il giudice può intervenire solo se c'è una vera e propria negazione del diritto o una compressione talmente intensa da travalicare la ragionevolezza e proporzionalità delle misure adottate
  • In casi simili, il ricorrente deve dimostrare che la misura non soltanto disciplina le modalità, ma impedisce effettivamente l'esercizio del diritto sostanziale

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