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Ordinanza

Ordinanza n. 2059/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Terza) n. 2222 del 2025.

Giustizia amministrativa202603666

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza breve del TAR Campania, sezione staccata di Salerno, n. 2222 del 2025, favorevole al ricorso di primo grado

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (operatore economico)

Prevale il privato

La controversia

Il Comune ha proposto appello contro la sentenza breve del TAR e ha chiesto, in via cautelare, la sospensione della sua efficacia. Dal testo emerge che l’appello contestava, tra l’altro, la mancata partecipazione della Provincia al procedimento, con una questione preliminare relativa all’ammissibilità di tale motivo. La controversia riguarda un provvedimento conclusivo della Conferenza di Servizi concernente l’abilitazione alla realizzazione e gestione di un nuovo impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, anche sotto il profilo urbanistico.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare per insussistenza, a un sommario esame, del fumus boni iuris. Ha rilevato che il decreto dirigenziale regionale n. 224 dell’1 ottobre 2024 aveva già abilitato la società interessata alla realizzazione e gestione del nuovo impianto, anche sotto il profilo urbanistico. Ha inoltre ritenuto non risolutiva la mancata partecipazione della Provincia: il provvedimento conclusivo della Conferenza di Servizi può essere legittimo indipendentemente dalla partecipazione provinciale, anche considerando che la Provincia aveva chiarito di non ritenersi competente al rilascio del parere nella fase procedimentale in esame, riservando il proprio ruolo alla successiva fase di gestione dei rifiuti. Il Comune appellante è stato condannato alle spese della fase cautelare, liquidate in 2.000 euro, oltre accessori di legge, in favore dell’impresa.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale per la domanda cautelare in appello e per la sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione dell’efficacia della sentenza può essere negata quando, a un sommario esame, non risulti il fumus boni iuris delle censure prospettate.
  • La mancata partecipazione di un’amministrazione alla Conferenza di Servizi non determina necessariamente l’illegittimità del provvedimento conclusivo quando risulti che tale amministrazione non era competente a esprimere il parere nella specifica fase procedimentale e il suo ruolo era limitato a una fase successiva.
  • L’abilitazione già rilasciata dall’amministrazione competente, comprensiva degli aspetti urbanistici, costituisce elemento rilevante nella valutazione cautelare della legittimità dell’autorizzazione alla realizzazione e gestione di un impianto per il trattamento di rifiuti.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiConferenza di serviziTutela cautelare
RamiAmbienteProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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