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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24340/2022 del 23/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I difensori hanno impugnato l'ordinanza di rigetto del riesame avverso il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente disposto dal GIP con riferimento ai capi C22bis, C22ter e C23. Le censure principali riguardavano: (i) violazione di legge e carenza/meramente apparente motivazione per mancata autonoma valutazione da parte del GIP e del Tribunale degli elementi indiziari specifici a carico del Fabretti, con riproduzione pedissequa delle argomentazioni del PM; (ii) omessa valutazione di punti decisivi indicati dalla difesa, in particolare le dichiarazioni rese dall'ing. Salvino Frazzatto in sede di interrogatorio di garanzia, e la scarsa rilevanza degli elementi a carico del Fabretti (una sola telefonata dal contenuto neutro). La difesa chiedeva l'annullamento del provvedimento impugnato per difetto di motivazione e mancato esame di elementi decisivi.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per tardività: il provvedimento del Tribunale di Catanzaro è stato depositato il 2.9.2021 e l'avviso di deposito comunicato il 20.10.2021; il ricorso è stato invece depositato presso la cancelleria del Tribunale di Catania il 30.10.2021 e pervenuto al Tribunale competente l'11.11.2021, oltre i 15 giorni previsti dall'art. 585 c.1 lett. a) cod. proc. pen. per le decisioni adottate in camera di consiglio, termine decorrente dalla comunicazione dell'avviso di deposito. La Corte richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite ha altresì ricordato che il ricorso dev'essere depositato presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione e che la data rilevante è quella di arrivo all'ufficio competente. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 585 cod. proc. pen.

    comma 1 lett. a) e comma 2 lett. a)

    Stabilisce il termine di 15 giorni per proporre ricorso per cassazione contro le decisioni adottate in camera di consiglio; il termine decorre dalla data di comunicazione dell'avviso di deposito. La Corte ha ritenuto applicabile questo termine e ha considerato tardivo il ricorso presentato oltre tale termine.

  • art. 311 comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto della regola secondo cui il ricorso va presentato presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione; la Corte conferma che il deposito deve avvenire presso l'ufficio competente.

  • art. 582 comma 2 cod. proc. pen.

    Citato per chiarire che sulla cancelleria non incombe l'obbligo di trasmettere gli atti all'ufficio competente; pertanto rileva la data in cui l'atto perviene all'ufficio competente.

  • art. 309 comma 9 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalla difesa circa i limiti di integrazione che il Tribunale del riesame può compiere rispetto all'istruttoria del GIP; la difesa sosteneva che il Tribunale avrebbe dovuto annullare se il riesame non fosse stato autonomo, ma la questione non è stata esaminata per il difetto di ammissibilità del ricorso.

  • art. 23 comma 8 DL 137/2020

    Richiamato in relazione alla trasmissione della requisitoria del Pubblico Ministero; il PG ha trasmesso la propria conclusione scritta ai sensi di questa disposizione.

  • art. 325 comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamata nella giurisprudenza citata (con riferimento alla rimessione in termini in casi particolari), la Corte osserva che l'eventuale mutamento interpretativo non opera a sfavore della parte nel caso in esame.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'effetto della condanna alle spese e ai rimborsi in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato la sanzione pecuniaria prevista.

Massime di principio

  • Il termine per proporre ricorso per cassazione contro decisioni adottate in camera di consiglio è di 15 giorni decorrenti dalla comunicazione dell'avviso di deposito: occorre calcolare e rispettare rigorosamente tale termine.
  • Il deposito del ricorso deve essere effettuato presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione; se il ricorso viene depositato in un ufficio diverso la data rilevante ai fini della tempestività è quella di pervenimento all'ufficio competente e il rischio di inammissibilità per tardività ricade sul ricorrente.
  • La semplice fiducia in una trasmissione d'ufficio degli atti o un deposito presso cancellerie diverse non tutela il ricorrente: è necessario assicurarsi che l'atto arrivi materialmente e tempestivamente all'ufficio competente.
  • Se si censura la motivazione del provvedimento per mancata autonoma valutazione o omissione di punti decisivi, è importante che le doglianze indichino con precisione i passi del provvedimento che si ritengono viziati e gli elementi nuovi o decisivi che non sono stati valutati, per consentire al giudice di esaminare la questione nel merito (ma ciò diventa irrilevante se il ricorso è inammissibile per motivi processuali).
  • In presenza di pronunce depositate in camera di consiglio, conservare e produrre prova della data di comunicazione dell'avviso di deposito e della tempestiva presentazione del ricorso è essenziale per difendere la tempestività dell'impugnazione.
  • Le questioni di merito (es. carenza di motivazione, mancanza di indizi specifici) devono essere trattate rapidamente e in modo puntuale: il mancato rispetto dei termini processuali può precludere l'esame nel merito anche di argomentazioni sostanzialmente rilevanti.

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