Cassazione Penale, Sentenza n. 39202/2024 del 25/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Arca Gabriele impugnava la conferma della condanna per il delitto di truffa continuata (art. 640 c.p.), contestando: 1) la valutazione della prova da parte della Corte territoriale dopo la declaratoria di inutilizzabilità delle dichiarazioni del coimputato Salisci Giovanni, sostenendo che l'espunzione comprometteva il quadro probatorio a suo carico; 2) l'errata qualificazione della sua responsabilità penale, sostenendo di essere stato mero collaboratore tecnico della ditta Amplismart e di non aver ottenuto profitti illeciti né consapevolezza degli artifizi posti in essere; 3) l'eccessività della pena in violazione degli artt. 132 e 133 c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e aspecificità delle censure, ritenendo che la Corte d'appello avesse fornito motivazione adeguata e dettagliata sui fatti e sulle prove residuate dopo l'inutilizzabilità delle dichiarazioni del coimputato, nonché sulla centralità del ruolo dell'imputato nelle condotte fraudolente e sulla sussistenza degli elementi materiali e psicologici del reato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020 e succ. modif.
art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020
norma richiamata per giustificare la trattazione con contraddittorio cartolare; citata quale norma procedurale che ha disciplinato la trattazione del ricorso
norma sostanziale incriminatrice applicata alla fattispecie come truffa continuata; la Corte territoriale e la Cassazione hanno ritenuto sussistenti gli elementi materiali e psicologici del reato in capo all'imputato
norme sul regime sanzionatorio e sul calcolo della pena; la Corte d'appello ha valutato congrua la pena inflitta tenendo conto di precedenti, professionalità e serialità delle condotte
Massime di principio
- I motivi di ricorso in Cassazione devono essere specifici e con confronto critico preciso con la motivazione impugnata; censure generiche o aspecifiche sono dichiarate inammissibili.
- L'inutilizzabilità di dichiarazioni di un coimputato non impedisce al giudice di valorizzare gli altri elementi probatori: la sentenza d'appello deve però motivare compiutamente perché le prove residue siano sufficienti.
- La mancanza di evidenze di trasferimenti diretti di denaro al singolo imputato non esclude la sua responsabilità se emergono elementi oggettivi e dichiarativi che individuano un ruolo centrale nella gestione delle attività fraudolente e nel conseguimento del profitto.
- Per escludere l'elemento soggettivo (dolo) non è sufficiente rilevare l'assenza di risposta alle lamentele dei clienti se è provata la partecipazione attiva e coordinata nelle condotte ingannevoli.
- Nella quantificazione della pena la Corte valuta precedenti specifici, la serialità, la professionalità dell'esecuzione del reato e può discostarsi dai minimi per giustificati motivi; le doglianze sull'entità della pena richiedono motivazione puntuale sul punto.
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