Parere n. 1263/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dal signor Giuseppe Ciutiis contro il Comune di Aprilia per l’annullamento del provvedimento di decadenza dall'assegnazione di un alloggio ater.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeImpugnazione del provvedimento di decadenza dall’assegnazione di un alloggio ATER della provincia di Latina, con contestuale risoluzione di diritto del contratto di locazione.
Esito
Prevale l’amministrazione
La questione giuridica
Il ricorrente ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il provvedimento comunale di decadenza dall’assegnazione dell’alloggio ATER. Tuttavia, dall’atto non emerge alcuna censura specifica né alcuna ragione di illegittimità o di ingiustizia del provvedimento impugnato. La questione consiste quindi nello stabilire se un atto privo dell’individuazione di specifici motivi di impugnazione possa essere qualificato come ricorso straordinario oppure debba essere dichiarato inammissibile.
Il parere
Il Consiglio di Stato ha ritenuto che l’atto non integri un ricorso straordinario, ma un mero esposto con cui l’interessato rappresenta la propria situazione e sollecita un intervento del Presidente della Repubblica. Sebbene il ricorso presentato personalmente, senza ministero di avvocato, possa essere valutato con particolare favore, è comunque necessario che siano desumibili le ragioni dell’illegittimità o almeno dell’ingiustizia del provvedimento impugnato. Poiché tali ragioni non sono individuabili, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Osservazioni
Mancanza di censure specifiche
Il ricorso non individua alcuna censura specifica riferita al provvedimento di decadenza dall’assegnazione dell’alloggio e alla contestuale risoluzione del contratto di locazione.
Insufficienza della mera rappresentazione della situazione personale
La mera esposizione della propria condizione e la richiesta di intervento presidenziale configurano un esposto, non un ricorso straordinario, se non sono accompagnate dall’indicazione delle ragioni di illegittimità o di ingiustizia dell’atto impugnato.
Ricorso proposto personalmente
Il particolare favor riconoscibile al ricorso presentato direttamente dall’interessato, senza ministero di avvocato, non esonera dall’onere minimo di rendere desumibili le ragioni dell’illegittimità o dell’ingiustizia del provvedimento.
Norme richiamate
Il ricorso straordinario deve contenere elementi tali da consentire l’individuazione delle ragioni di illegittimità o almeno di ingiustizia dell’atto impugnato; la mera rappresentazione della situazione dell’interessato non è sufficiente.
Massime di principio
- Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, anche quando l’atto sia presentato personalmente dal privato, devono essere desumibili le ragioni di illegittimità o almeno di ingiustizia del provvedimento impugnato; in mancanza, l’atto è inammissibile.
- Un atto che si limiti a rappresentare la situazione personale dell’interessato e a sollecitare un intervento dell’autorità, senza formulare censure riferibili all’atto impugnato, ha natura di mero esposto e non di ricorso straordinario.
- Il favor per il ricorso proposto senza ministero di avvocato consente una lettura non formalistica dell’impugnazione, ma non elimina il requisito sostanziale dell’individuazione, anche implicita, dei motivi di illegittimità o ingiustizia.
Decadenza dall’assegnazione di un alloggio ATER
Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da un privato contro il Comune di Aprilia, per l’annullamento del provvedimento di decadenza dall’assegnazione di un alloggio ATER della provincia di Latina e della contestuale risoluzione di diritto del contratto di locazione.
Premesse e posizione dell’amministrazione
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sulla base dell’esame degli atti e di deduzioni sostanzialmente coincidenti del Comune di Aprilia, ha ritenuto il gravame inammissibile. Secondo la relazione ministeriale, l’atto non presenta gli elementi caratterizzanti del ricorso straordinario disciplinato dal d.P.R. 1199/1971.
Questione esaminata
Dalla lettura dell’atto non emerge alcuna censura specifica rivolta al provvedimento comunale, né è possibile desumere una ragione di illegittimità o di ingiustizia dell’atto di decadenza e della risoluzione del contratto.
Valutazioni del Consiglio di Stato
La Sezione ha qualificato l’atto come un mero esposto, poiché il ricorrente si limita a rappresentare la propria condizione e a invocare un intervento del Presidente della Repubblica, senza indicare le ragioni per cui il provvedimento dovrebbe essere annullato.
Il Consiglio di Stato ha precisato che il ricorso presentato direttamente dall’interessato, senza il ministero di un avvocato, può essere valutato con particolare favore e secondo un criterio non eccessivamente formalistico. Tuttavia, tale favor non elimina la necessità che dall’atto siano almeno desumibili le ragioni dell’illegittimità o della dedotta ingiustizia del provvedimento impugnato.
Esito
Poiché nel caso concreto mancava qualsiasi censura specifica e non erano individuabili ragioni di illegittimità o ingiustizia, la Sezione ha espresso il parere che il ricorso fosse dichiarato inammissibile.
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