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Ordinanza

Ordinanza n. 1528/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del decreto n. 85 del 23.02.2026, notificato il 27.02.2026, di respingimento dell’istanza di rinnovo di permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, nonché d’ogni altro atto presupposto, conseguente e/o connesso.

Giustizia amministrativa202603419

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di respingimento dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui la Questura di Napoli ha respinto l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il provvedimento risulta fondato, secondo quanto emerge dall'ordinanza, sull'accertamento dell'irreperibilità del richiedente presso un secondo indirizzo da lui dichiarato. Il ricorrente ha contestato l'attendibilità di tale accertamento e ha prodotto un contratto di locazione stipulato dal soggetto che aveva dichiarato di ospitarlo, quale principio di prova della sua effettiva dimora presso l'indirizzo indicato.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo sussistenti apprezzabili profili di fondatezza del ricorso. In particolare, l'accertamento dell'irreperibilità presso il secondo indirizzo dichiarato è stato giudicato scarsamente attendibile, mentre la documentazione prodotta dal ricorrente costituisce un adeguato principio di prova della sua effettiva dimora presso tale indirizzo. Per l'effetto, il Tribunale ha sospeso l'efficacia del decreto impugnato e ha fissato la trattazione del merito all'udienza pubblica del 28 aprile 2027. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate in ragione della particolarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base della tutela cautelare; il giudice ha ritenuto sussistenti apprezzabili profili di fondatezza e ha sospeso l'efficacia dell'atto impugnato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l'accertamento amministrativo dell'irreperibilità di un richiedente il rinnovo del permesso di soggiorno può risultare non attendibile quando sia stato effettuato presso un indirizzo dichiarato senza adeguata verifica della dimora effettiva.
  • La produzione di un contratto di locazione stipulato dal soggetto che ha dichiarato di ospitare il richiedente costituisce un adeguato principio di prova della dimora effettiva presso l'indirizzo indicato, idoneo a sostenere la domanda cautelare contro il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno.
  • Quando l'accertamento dell'irreperibilità appare scarsamente attendibile e il richiedente fornisce un principio di prova della propria effettiva dimora, il giudice amministrativo può sospendere cautelarmente l'efficacia del provvedimento di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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