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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 16568/2020 del 31/07/2020

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La controversia riguardava la richiesta della signora Lombardi Ledda, sorella non convivente e non a carico, di essere riconosciuta quale superstite di "vittima del dovere" per ottenere benefici (in particolare la speciale elargizione ex art. 5, commi 1 e 5, legge n. 206/2004 e altri assegni) a seguito della morte del fratello, dipendente civile del Ministero della Difesa deceduto in una sciagura. I Ministeri impugnavano la sentenza della Corte d'Appello che aveva riconosciuto tale diritto, deducendo errata interpretazione delle norme che individuano i superstiti beneficiari (richiamo agli artt. 563-564 L. n. 266/2005 e alle previsioni regolamentari), sostenendo che per i fratelli occorre convivenza o dipendenza economica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il secondo motivo del ricorso principale dei Ministeri (assorbito il primo motivo), ritenendo che la giurisprudenza delle Sezioni Unite (in particolare la massima del 2018) impone il requisito della convivenza/dipendenza economica per i fratelli e le sorelle ai fini del riconoscimento quali superstiti beneficiari delle provvidenze assistenziali previste per le vittime del dovere. La sentenza impugnata della Corte d'Appello è stata cassata e, decidendo nel merito, la Corte di Cassazione ha rigettato l'originaria domanda di Lombardi Ledda. Le spese sono compensate per l'intero processo; è stata inoltre prevista la possibilità di un ulteriore contributo unificato a carico della ricorrente incidentale ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n.115/2002.

Norme richiamate

  • legge n. 206 del 2004

    La norma disciplina la speciale elargizione per le vittime del dovere; la Corte ha ritenuto che l'erogazione sia di natura assistenziale e va riconosciuta secondo i limiti e i destinatari stabiliti dalla normativa, non estendendola ai fratelli non conviventi e non a carico.

  • legge n. 266 del 2005

    Ha fissato la disciplina specifica per le vittime del dovere e i relativi limiti; la Corte ha interpretato tali disposizioni in senso restrittivo, confermando che non hanno unificato la platea delle vittime del dovere con quella delle vittime di terrorismo o criminalità organizzata.

  • d.P.R. n. 243 del 2006

    art. 1, lett. b) e c.; art. 3, comma 3

    Il regolamento attuativo estende l'applicazione delle provvidenze previste dalle leggi indicate alle vittime del dovere e ai loro familiari superstiti, ma non può ampliare la platea dei beneficiari oltre i limiti stabiliti dalla legge primaria (l. 266/2005).

  • legge n. 466 del 1980

    Individua i superstiti ai fini delle provvidenze; per i fratelli/sorelle richiede convivenza e dipendenza economica, requisito che la Corte ha ritenuto decisivo anche per le vittime del dovere, data la natura assistenziale dei benefici.

  • legge n. 302 del 1990

    Prevedono il divieto di cumulo di alcune provvidenze corrisposte in unica soluzione; la Corte ha richiamato tale divieto rispetto a quanto eventualmente già erogato alla ricorrente per benefici connessi al riconoscimento della dipendenza da causa di servizio.

  • legge n. 388 del 2000

    L'art. 82 aveva esteso la nozione di superstiti per vittime di terrorismo e criminalità organizzata ai germani non conviventi; la Corte ha ritenuto che tale estensione non si applica alle vittime del dovere, salvo diversa e esplicita disposizione normativa.

  • legge n. 407 del 1998

    Richiamata come fonte normativa tra quelle il cui contenuto può essere reso applicabile alle vittime del dovere dal regolamento, ma soggetta ai medesimi limiti di destinatari imposti dalla legge primaria.

  • d.P.R. n. 115 del 2002

    Norma processuale richiamata per l'eventuale versamento di un ulteriore contributo unificato da parte della ricorrente incidentale; la Corte ha ritenuto sussistenti i presupposti per l'applicazione di tale disposizione.

Massime di principio

  • I benefici previsti per le vittime del dovere sono di natura assistenziale: per i fratelli/sorelle il requisito della convivenza o della dipendenza economica è necessario per ottenere lo status di superstite e le provvidenze connesse.
  • La disciplina delle vittime del dovere non è stata automaticamente unificata con quella delle vittime del terrorismo o della criminalità organizzata; le estensioni previste per quest'ultime (es. germani non conviventi) non si applicano alle vittime del dovere salvo disposizione di legge chiara e specifica.
  • I regolamenti attuativi non possono ampliare la platea dei beneficiari oltre i limiti fissati dalla legge primaria: occorre sempre verificare la coerenza tra norma primaria e regolamentazione secondaria.
  • Il divieto di cumulo con altre provvidenze corrisposte in unica soluzione (artt. 10 e 13 L. n. 302/1990) può comportare la decurtazione o l'esclusione di ulteriori elargizioni se già percepiti importi correlati alla stessa causa.
  • In caso di contrasto interpretativo su questioni di importante portata sistemica, la giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite) costituisce guida vincolante: la Corte tende a seguire e a dare continuità a tali precedenti.
  • Sotto il profilo processuale, la complessità e l'evoluzione giurisprudenziale sulla materia possono indurre la Corte a disporre la compensazione delle spese processuali.

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