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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40724/2024 del 06/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Tribunale di Rimini aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti degli enti Vertical s.r.l. ed Edil Copertura s.r.l., ritenendo che, per la responsabilita degli enti ai sensi del d.lgs. n.231/2001, l'azione penale debba essere esercitata con le forme previste da tale decreto (richiamo a art.59 e a art.407 bis c.p.p.), escludendo la citazione diretta. Il Procuratore impugnava l'ordinanza per abnormita, sostenendo tra l'altro che l'art.550 c.p.p. (comma 3) prevede la trasmissione degli atti quando il PM abbia esercitato l'azione con citazione diretta per un reato per cui e prevista udienza preliminare, e che le disposizioni processuali collegate nei confronti degli enti devono tener conto delle modalita previste per i reati presupposto, inclusa la citazione diretta per alcuni reati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata non fosse un provvedimento abnorme: il potere del giudice di dichiarare la nullita di atti introduttivi e riconosciuto dall'ordinamento e l'ordinanza non determina una stasi irrimediabile del procedimento, posto che il Pubblico Ministero puo riesercitare l'azione penale nelle forme ritenute corrette (art.59 d.lgs.231/2001). La Corte ha inoltre richiamato la giurisprudenza sul concetto di abnormita, confinandone l'ambito di applicazione, e ha richiamato la possibilita di procedere separatamente nei confronti degli enti quando le disposizioni processuali lo rendano necessario (art.38, comma 2, lett. c d.lgs.231/2001). Percio il provvedimento del Tribunale e confermato e il ricorso del Procuratore e respinto per inammissibilita.

Norme richiamate

  • art. 178 cod. proc. pen. e art. 179 cod. proc. pen.

    Richiamati dal Tribunale come base per dichiarare la nullita del provvedimento; la Cassazione osserva che la qualifica di nullita deve essere attentamente circoscritta e non equivale ad atto abnorme in senso cassazionistico.

  • art. 550, comma 3, cod. proc. pen.

    Argomento del Procuratore: in caso di citazione diretta per reato per il quale e prevista udienza preliminare il giudice deve disporre la trasmissione degli atti. La Cassazione non ritiene che cio renda abnorma l'ordinanza del Tribunale.

  • art. 59 d.lgs. n.231/2001

    Norma centrale sulla esercitabilita dell'azione penale nei confronti degli enti; il Tribunale aveva ritenuto che imponga forme diverse rispetto alla citazione diretta. La Cassazione ritiene trattarsi di questione interpretativa e conferma che il Tribunale rientra nei poteri di valutare la nullita; il PM puo comunque riesercitare l'azione nelle forme previste.

  • art. 407 bis, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato dal Tribunale in relazione agli atti con cui puo essere formulata l'imputazione per gli enti (patteggiamento, abbreviato, direttissimo, procedimento per decreto, sospensione con messa alla prova, richiesta di rinvio a giudizio). La questione e stata valutata in termini interpretativi dalla Cassazione senza ritenere abnorme l'ordinanza impugnata.

  • art. 36, comma 2, d.lgs. n.231/2001

    disposizioni processuali collegate

    Menzi ono del Tribunale e del Procuratore circa la necessita di considerare le disposizioni processuali collegate ai reati presupposto; la Cassazione riconosce la rilevanza ma non la inefficacia dell'ordinanza per questo motivo.

  • art. 7, comma 1, lett. a) d.lgs. 19 marzo 2024, n.31

    Citata dalla Cassazione come intervento legislativo che ha corretto il rinvio alle disposizioni del codice di procedura penale contenuto nell'art.59, ma senza escludere il potere del giudice di valutare la nullita degli atti introduttivi.

  • art. 38, comma 2, d.lgs. n.231/2001, lett. c

    Prevede deroghe al sistema del simultaneus processus e consente la trattazione separata quando l'osservanza delle disposizioni processuali lo renda necessario; la Cassazione richiama questa previsione a fondamento della possibilita di percorsi separati.

  • art. 568, comma 1, cod. proc. pen. e art. 591, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Richiamate dalla Cassazione per il principio di tassativita dei casi e dei mezzi di impugnazione: il ricorso per cassazione per abnormita e ammesso in limiti stringenti, pertanto il ricorso del Procuratore e dichiarato inammissibile.

Massime di principio

  • La categoria dell'abnormita e strettamente delimitata: solo atti totalmente avulsi dal sistema processuale o che determinano una stasi irrimediabile possono essere definiti abnormi e impugnati per cassazione su tale base.
  • Il giudice ha il potere di dichiarare la nullita degli atti introduttivi anche quando valuta che, per gli enti ex d.lgs. 231/2001, l'azione penale debba essere esercitata con forme diverse; cio non costituisce necessariamente atto abnorme.
  • Le questioni relative alle forme di esercizio dell'azione penale nei confronti degli enti (art.59 d.lgs.231/2001 e art.407 bis c.p.p.) sono in larga parte di natura interpretativa e, se sorgono divergenze, il Pubblico Ministero puo riesercitare l'azione nelle forme ritenute corrette.
  • Le disposizioni processuali collegate ai reati presupposto devono essere valutate ma non sempre escludono a priori l'utilizzo di specifiche forme di esercizio dell'azione penale, come la citazione diretta; occorre una verifica caso per caso.
  • E ammessa la trattazione separata tra procedimento contro le persone fisiche e procedimento contro l'ente quando l'osservanza delle disposizioni processuali lo renda necessario (art.38 comma 2 lett. c d.lgs.231/2001), con possibilita di percorsi processuali distinti.
  • Per evitare l'inammissibilita dei ricorsi in cassazione e fondamentale attenersi alla tassativita degli strumenti di impugnazione previsti dal codice di procedura penale; non e ammissibile utilizzare la categoria dell'abnormita per aggirare tali limiti.

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