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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11429/2024 del 19/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di legittimità ha ritenuto che la remissione di querela intervenuta (documentata con verbali) determina la non procedibilità dell'azione penale e l'estinzione del reato. Sulla base delle modifiche normative e della giurisprudenza di legittimità richiamata, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela. Ha inoltre condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza del 22/06/2023 della Corte d'Appello di Milano relativa al delitto di appropriazione indebita (art. 646 c.p.), aggravato ex art. 61 n. 11 c.p.. La questione principale riguarda il regime di procedibilità a seguito delle modifiche normative (D.Lgs. 10/04/2018, n.36 e delega L. n.103/2017) che hanno abrogato la previsione del terzo comma dell'art. 646, incidendo sulla procedibilità d'ufficio/querela per i fatti punibili a querela e sull'effetto delle circostanze aggravanti ad effetto speciale. Inoltre è stato valutato l'effetto della remissione della querela, che le parti hanno verbalmente posto in atti davanti alla P.G., e la giurisprudenza della Sez. U. (n. 24246/2024, Chiasserini) che stabilisce l'estinzione del reato in caso di remissione anche se il ricorso debba essere qualificato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen. (appropriazione indebita)

    La norma incriminatrice è stata richiamata quale oggetto del procedimento; in seguito al D.Lgs. n.36/2018 la disciplina della procedibilità è cambiata rendendo l'azione per i fatti punibili a querela normalmente procedibile a querela di parte, salvo che ricorrano circostanze aggravanti ad "effetto speciale"

  • art. 61, primo comma, n. 11 cod. pen.

    Richiamata come circostanza aggravante che, se di particolare tenore (ad effetto speciale), può comportare la procedibilità d'ufficio nonostante la regola della querela

  • D.Lgs. 10/04/2018, n. 36, art. 10

    Ha attuato la delega legislativa (L. n.103/2017) modificando il regime di procedibilità per alcuni reati; ha abrogato la previsione che rendeva procedibile d'ufficio l'art. 646 in taluni casi, stabilendo che per i fatti punibili a querela l'azione è perseguibile a querela di parte, salvo le aggravanti ad effetto speciale

  • L. 23/06/2017, n. 103, art. 1, co. 16, lett. a) e b.

    Fonte della delega al Governo per la riforma del regime di procedibilità; richiamata quale atto abilitante delle modifiche poi recepite dal D.Lgs. n.36/2018

  • Sez. U., n. 24246 del 25/02/2024 (Chiasserini)

    Giurisprudenza di legittimità che stabilisce che la remissione di querela, anche se intervenuta in sede di legittimità e anche se il ricorso deve essere qualificato inammissibile, determina l'estinzione del reato e impone alla Corte di Cassazione di dichiararla

Massime di principio

  • La remissione della querela estingue il reato quando è validamente rilasciata e accettata, indipendentemente dallo stato del procedimento, purché non sia intervenuta sentenza definitiva.
  • Dopo il D.Lgs. n.36/2018 l'appropriazione indebita punibile a querela è generalmente perseguibile solo a querela di parte; occorre verificare la presenza di circostanze aggravanti ad "effetto speciale" per stabilire la procedibilità d'ufficio.
  • Se la remissione della querela interviene anche in sede di legittimità, la Cassazione deve dichiarare l'estinzione del reato anche se il ricorso è inammissibile per altri motivi.
  • In ipotesi di modifiche legislative sul regime di procedibilità, è necessario controllare la normativa applicabile al momento del fatto e gli eventuali effetti di disposizioni sopravvenute sulla procedibilità.
  • La documentazione formale della remissione (verbali resi alla p.g. o atti rituali) è determinante per la valutazione della non procedibilità e dell'estinzione del reato.

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