Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24610/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la qualificazione del fatto come delitto di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e, in particolare, la partecipazione personale e il concorso di Paternostro nell'azione corruttiva. Si deduceva che l'atto compiuto dal dipendente comunale Mineo non fosse contrario ai doveri d'ufficio (essendo persona competente o delegata in materia di trasporto salme), che non era stata ipotizzata falsità del documento autorizzativo, che la dazione era stata materialmente effettuata da Tomasello (titolare dell'impresa funebre) e non da Paternostro, che l'importo della elargizione non era provato e, se esiguo, poteva configurare un dono di modico valore (con riferimento al criterio dei 150 euro previsto dall'art. 4 d.P.R. n. 62/2013). In sintesi: si contestava la carenza di prova di un apporto causale e volontario di Paternostro all'azione corruttiva e la mancanza di prova dell'illegittimità dell'atto pubblico.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato con riguardo alla carenza motivazionale relativa alla partecipazione di Paternostro (art. 110 cod. pen.). Pur confermando i fatti di base (che l'azione materiale fu realizzata da Tomasello e che Mineo consegnò il documento), la Corte ha ritenuto che la sentenza impugnata non abbia adeguatamente dimostrato il contributo causale, materiale o morale, di Paternostro alla realizzazione dell'azione corruttiva. Per tali ragioni la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio al giudice di merito per ulteriori accertamenti sulla configurabilità del contributo causale di Paternostro; non è stata disposta una definitiva assoluzione né una conferma della condanna senza ulteriore istruttoria.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiesto che i concorrenti nel reato abbiano dato un apporto causale (materiale o morale) tale da essere necessario per la realizzazione dell'azione criminosa; la Corte ha ritenuto carente la motivazione circa l'apporto causale attribuito a Paternostro

  • art. 23 commi 8 e 9, d.l. 28/10/2020 n.137 (conv. l. 18/12/2020 n.176)

    Norme procedurali che consentono lo svolgimento di udienze in camera di consiglio con modalità telematiche; richiamate perché il procedimento è stato trattato con tali modalità

  • art. 94 comma 2 d.lgs. 10/10/2022 n.150 e art. 5-duodecies d.l. 31/10/2022 n.162 (conv. l. 30/12/2022 n.199)

    Ulteriori disposizioni che hanno prorogato e disciplinato gli effetti procedurali riguardanti lo svolgimento delle udienze in modalità non tradizionale; citate in relazione alla forma dell'udienza

  • art. 4 d.P.R. n.62/2013

    Richiamato dal difensore per sostenere che donativi inferiori alla soglia di 150 euro costituiscono modico valore e, di regola, non rilevano penalmente; nel caso la Corte non si è pronunciata definitivamente su tale questione ma la difesa la pone come elemento di valutazione

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 33435 del 04/05/2006 (Battistella)

    Citata dal ricorrente per sostenere che la mera connivenza o la consapevolezza dell'altrui intento corruttivo non è di per sé penalmente rilevante come concorso nel reato

Massime di principio

  • Per configurare il concorso di persone nel reato (art. 110 c.p.) non basta la presenza, il rapporto di subordinazione o l'essere in contesto lavorativo comune: è necessario dimostrare un contributo causale, materiale o morale, senza il quale l'azione criminosa non si sarebbe realizzata nelle forme, nei modi o nei tempi osservati
  • La mera dazione di denaro non è automaticamente sufficiente per la configurazione del reato di corruzione: occorre provare il nesso funzionale tra la dazione e l'atto pubblico contrario ai doveri d'ufficio, nonché la consapevolezza e la partecipazione dell'agente pubblico e degli eventuali concorrenti
  • Se il pubblico ufficiale era competente o delegato per l'atto (o non emerge la illegittimità dell'atto), va accertato se l'operato fosse effettivamente contrario ai doveri d'ufficio; l'eventuale falsità o illegittimità del documento deve essere specificamente contestata e provata
  • I doni di modico valore possono rilevare diversamente a seconda del loro contesto e della finalità: la soglia normativa (es. 150 euro ai fini regolamentari) è un elemento utile ma non per sé decisivo, va valutato se il dono abbia avuto incidenza sull'adempimento dell'atto pubblico
  • In presenza di prove indiziarie o intercettazioni ambigue, la decisione di merito deve contenere motivazioni puntuali che colleghino i dati di fatto ai singoli elementi costitutivi del reato; l'assenza di tale collegamento può comportare annullamento e rinvio per ulteriori accertamenti

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.