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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13307/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza che aveva dichiarato non doversi procedere per difetto di querela; il ricorrente censura la errata applicazione della legge penale perché il Tribunale avrebbe escluso che l'aggravante prevista dall'art. 625, comma 1, n. 7 c.p. (beni destinati a pubblico servizio) fosse già contestata in fatto nella formulazione originaria dell'imputazione, allorquando si faceva riferimento alla sottrazione di energia direttamente dalla rete di distribuzione; in subordine si chiedeva annullamento con rinvio o rinvio alle Sezioni Unite

La decisione

Il ricorso è stato ritenuto infondato. La Corte ha ricordato che l'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7 c.p. deve essere esposta in modo esplicito nell'imputazione o mediante formule equivalenti, poiché ha natura valutativa e richiede verifica giuridica sulla destinazione del bene e sul concetto di pubblico servizio. Una contestazione non formale può comunque essere efficace solo se dal capo d'imputazione emerge in modo manifesto che il bene è destinato a servizio pubblico (es. furto mediante allaccio diretto alla rete di distribuzione). Nel caso concreto non ricorreva tale situazione: la sottrazione era avvenuta tramite manipolazione del contatore con l'applicazione di un magnete, quindi non era chiaro che si trattasse di prelievo dalla rete pubblica. Inoltre la contestazione suppletiva dell'aggravante in udienza (art. 517 c.p.p.) è stata prospettata in modo generico e incidentale e non è stato dimostrato che quella udienza fosse la prima occasione utile dopo il termine previsto dall'art. 85 d.lgs. n.150/2022; perciò la contestazione tardiva non ha emendato il difetto. Conseguenza: respinto il ricorso del Procuratore Generale; decisione impugnata confermata nella parte pertinente

Norme richiamate

  • art. 625 c.p.

    L'aggravante per beni destinati a pubblico servizio ha natura valutativa e va esposta esplicitamente nell'imputazione o tramite formule equivalenti; può essere comunque ritenuta implicita solo se il fatto descritto rende manifesto che il bene sottratto era destinato a servizio pubblico (es. furto mediante allaccio diretto alla rete di distribuzione)

  • art. 517 c.p.p.

    Consente la contestazione suppletiva in udienza, ma tale contestazione deve essere effettuata tempestivamente e in modo chiaro; non può supplire in modo generico a una mancata o insufficiente esposizione dell'aggravante in imputazione, soprattutto se non è provato che l'udienza fosse la prima occasione utile ai sensi delle norme sul termine per la querela

  • art. 85 d.lgs. n.150/2022

    Stabilisce il termine riconosciuto alla persona offesa per proporre querela; rileva per valutare se la contestazione suppletiva in udienza sia stata effettuata alla prima occasione utile dopo lo spirare di tale termine, elemento necessario per la validità della contestazione tardiva

Massime di principio

  • L'aggravante 'beni destinati a pubblico servizio' deve essere formulata in modo chiaro nell'imputazione: se non è espressa, il giudice può escluderla per difetto di contestazione
  • Una descrizione del fatto che indichi un allaccio diretto alla rete di distribuzione può rendere manifesta la destinazione a pubblico servizio e quindi sostituire una formulazione letterale dell'aggravante
  • Il furto commesso tramite manomissione del contatore (es. applicazione di magnete) non implica automaticamente la sottrazione dalla rete pubblica e dunque non basta, di per sé, a integrare l'aggravante per pubblico servizio
  • La contestazione suppletiva in udienza ai sensi dell'art. 517 c.p.p. può sanare una carenza formale solo se effettuata tempestivamente, in modo specifico e, se rilevante, alla prima occasione utile dopo lo spirare del termine per la querela stabilito dalle norme vigenti
  • In sede di redazione dell'imputazione il pubblico ministero dovrebbe indicare espressamente circostanze valutative (come la destinazione a servizio pubblico) oppure descrivere fatti (es. collegamento alla rete) tali da rendere manifesto all'imputato l'aggravante di cui dovrà difendersi

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