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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11254/2022 del 28/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di una misura interdittiva adottata in ambito cautelare nei confronti dell'indagato, contestata dal ricorrente per mancata sussistenza delle esigenze cautelari. L'accusa gli addebitava, in qualità di componente delle commissioni esaminatrici, di aver rivelato notizie coperte da segreto d'ufficio e di aver favorito la concorrente Fornetti, con la quale era legato da relazione sentimentale, alterando esiti di procedure concorsuali (Comune di Cornegliano Laudense e Comune di Lodi). Venivano contestate anche condotte di falso a carico di altro soggetto (Germana Ballarino). Il ricorrente sosteneva l'assenza di concretezza e attualità del pericolo di reiterazione e di inquinamento probatorio, il venir meno di qualsiasi capacità di influenza a seguito di dismissione di incarichi e l'interpretazione distorta di captazioni parziali.

La decisione

Il Tribunale ha confermato il provvedimento impugnato nella sostanza. Ha ritenuto provata la gravita' delle condotte e ha valutato attuale e concreto il pericolo di reiterazione dell'attività illecita, tenendo conto del ruolo rivestito dall'indagato, della capacità di influenza esercitata, della ripetizione delle condotte in più procedure e delle intercettazioni che descrivevano piani e pressioni. Quanto all'ipotesi di inquinamento probatorio, il Tribunale ha ritenuto che la misura interdittiva applicata fosse comunque inidonea a neutralizzare efficacemente quel rischio e ha escluso tale motivo dalle causali giustificative della misura; ciò nondimeno la conferma del provvedimento è stata sostenuta dalle altre esigenze cautelari (in primis il pericolo di reiterazione). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 274 c.p.p., lettera c)

    rischio di reiterazione ex art. 274, lettera c) cod. proc.

    Il Tribunale ha fatto riferimento a questa disposizione come fondamento per valutare il pericolo di reiterazione di reati, ritenendo che la gravita' dei fatti, il ruolo e la capacità di influenza dell'indagato costituiscano indici concreti e attuali di rischio di recidiva giustificativi della misura cautelare.

  • disposizione relativa alla rivelazione di notizie coperte da segreto (citata nel provvedimento in modo non completamente chiaro)

    "rivelato ; ex art. 32E,, connn.-a 3, coC..,. pen notizie coperte dai segreto"

    Dal testo emerge che l'accusa include l'addebito di aver rivelato notizie coperte da segreto d'ufficio nell'ambito delle procedure concorsuali: il Tribunale ha valorizzato tale addebito come elemento della gravita' complessiva delle condotte e della loro programmazione.

Massime di principio

  • La posizione e il ruolo pubblico dell'indagato (capacita' di incidere su commissioni e colleghi) aumentano significativamente la probabilità che il giudice riconosca il pericolo di reiterazione come attuale e concreto.
  • La ripetizione di condotte analoghe in più procedure concorsuali e la presenza di un "protocollo" o di modalità ripetute costituiscono indici rilevanti di progettualità e persistenza dell'attività illecita.
  • L'accertamento del rischio di inquinamento probatorio richiede non solo la possibilità teorica di interferenze, ma anche che la misura cautelare sia idonea a neutralizzare effettivamente quel rischio; se la misura non incide su quella dimensione, quella specifica causale può essere esclusa senza perficio compromettere la conferma della misura su altri fondamenti.
  • La semplice cessazione dell'incarico non basta automaticamente a escludere la sussistenza del pericolo cautelare se permangono relazioni, rilevanza pubblica o capacità di influenza dell'indagato nell'ambiente di riferimento.
  • In sede di difesa è strategico contestare la concretezza e l'attualità dei rischi (fornendo elementi oggettivi del venir meno dell'influenza, la mancata disponibilità di strumenti per reiterare i fatti, o l'esistenza di misure alternative meno afflittive) e denunciare l'uso di captazioni estrapolate o decontestualizzate.

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