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Sentenza

Sentenza n. 2338/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento - in via principale: della D.G.R. Lombardia n. XII/2966 in data 5 agosto 2024 (cfr. doc. 4), recante “Ulteriori determinazioni in ordine agli indirizzi di programmazione del SSR per l’anno 2024”, nella parte in cui, al punto 12 “NEGOZIAZIONE SANITARIA” dell’Allegato 2 “Polo Ospedaliero”, 12.3 “PRECISAZIONI PER EEPA”, dispone che “Si conferma che l’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile, compreso l’obiettivo declinato con la DGR n. XII/2224/2024, si applicherà riducendo il valore del budget assegnato con contratto annuale”; - in via incidentale, per quant’occorrer possa: della D.G.R. Lombardia n. XII/1827 del 31 gennaio 2024 (doc. 1) e della D.G.R. Lombardia n. XII/2228 del 22 aprile 2024 (doc. 2), ove intese nel senso di prescrivere implicitamente che l’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile si applicherà riducendo il valore del budget assegnato con il contratto.

Giustizia amministrativa202403012

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: D.G.R. Lombardia n. XII/2966 del 5 agosto 2024, nella parte relativa alla riduzione del budget in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile; in via incidentale, ulteriori D.G.R. regionali ove interpretate nello stesso senso

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La struttura sanitaria accreditata, che eroga prestazioni per il servizio sanitario regionale sulla base di un contratto stipulato con l’ATS territorialmente competente, ha chiesto l’annullamento delle disposizioni regionali di programmazione sanitaria che prevedevano, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile, la riduzione del valore del budget assegnato con il contratto annuale. La ricorrente ha impugnato in via principale la D.G.R. Lombardia n. XII/2966 del 5 agosto 2024 e, in via incidentale, le precedenti D.G.R. n. XII/1827 del 31 gennaio 2024 e n. XII/2228 del 22 aprile 2024, ove interpretate come contenenti la medesima prescrizione. Il testo della sentenza non espone ulteriori specifici vizi di legittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR, preso atto che la difesa della parte ricorrente ha dichiarato a verbale, nella camera di consiglio del 12 maggio 2026, il venir meno dell’interesse alla definizione nel merito del ricorso, ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Non è stata quindi esaminata la legittimità delle disposizioni regionali impugnate né sono stati affrontati nel merito i motivi di ricorso. Le spese di giudizio sono state compensate, in considerazione della definizione in rito e del limitato svolgimento dell’attività difensiva della Regione.

Norme richiamate

  • art. 72-bis, comma 1, c.p.a.

    ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse alla decisione

    La disposizione è richiamata per la fissazione della trattazione finalizzata a verificare la permanenza dell’interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Quando, prima della decisione, la parte ricorrente dichiara il venir meno dell’interesse alla definizione nel merito della controversia, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse impedisce al giudice amministrativo di esaminare nel merito i motivi di ricorso e la legittimità degli atti impugnati.
  • La compensazione delle spese può essere giustificata dalla definizione in rito della controversia e dal limitato svolgimento dell’attività difensiva della parte resistente.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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