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Sentenza

Sentenza del 29/04/2015 n. 8652 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda tre avvisi di accertamento ICI per gli anni 2000, 2002 e 2003, relativi a due immobili dell’Istituto religioso. Dal 1998 gli immobili erano concessi in comodato alla Diocesi di Arezzo e da questa in sub-comodato a una cooperativa sociale, che vi svolgeva attività didattica. L’Istituto non utilizzava quindi direttamente gli immobili, benché l’attività fosse di natura scolastica. Il Comune ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva riconosciuto l’esenzione, fondandosi sul giudicato esterno relativo all’anno 1999. Con il primo motivo ha contestato l’efficacia preclusiva di quel giudicato ai sensi dell’art. 2909 c.c.; con il secondo ha contestato che l’uso indiretto da parte di terzi consentisse l’esenzione ICI.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto entrambi i motivi. Ha escluso che la decisione relativa al 1999 potesse vincolare la controversia: il giudicato può precludere un nuovo accertamento dei fatti, ma non la diversa valutazione giuridica delle conseguenze di fatti relativi ad annualità distinte. Ha inoltre affermato che l’esenzione ICI prevista per gli immobili destinati ad attività didattiche non spetta quando il proprietario ne faccia un uso indiretto tramite un altro soggetto, anche se l’attività persegua finalità di interesse pubblico. La Corte ha cassato la sentenza impugnata e rinviato, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Toscana; non ha deciso definitivamente la debenza dell’imposta nel merito.

Norme richiamate

  • Art. 2909 c.c.

    La preclusione del giudicato opera nel caso di giudizi identici - per identità di soggetti, causa petendi e petitum, per la cui valutazione occorre tenere conto dell'effettiva portata della domanda giudiziale e della decisione - ma nei soli limiti dell'accertamento della questione di fatto e non anche in relazione alle conseguenze giuridiche.

    Il giudicato esterno richiede l’identità delle controversie e vincola sull’accertamento dei fatti, ma non rende immodificabile la qualificazione giuridica di quei fatti. Nel caso concreto, la decisione per l’annualità 1999 non precludeva la valutazione dell’esenzione per le annualità successive.

  • Art. 7, comma 1, lett. i), D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504

    In materia di ICI, l'esenzione di cui al D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 7, comma 1, lett. i), norma agevolatrice e, dunque, di stretta interpretazione, non opera in caso di utilizzo indiretto dell'immobile da parte dell'ente proprietario, ancorchè per finalità di pubblico interesse.

    L’esenzione ICI è di stretta interpretazione e presuppone l’utilizzo diretto dell’immobile da parte dell’ente proprietario per le attività agevolate. Non basta che il terzo utilizzatore svolga un’attività didattica o di pubblico interesse.

Massime di principio

  • In materia di esenzioni tributarie, la finalità di interesse pubblico dell’attività svolta nell’immobile non è sufficiente: occorre verificare anche chi lo utilizza. Se il proprietario concede l’immobile a un soggetto distinto che vi svolge l’attività, l’uso è indiretto e, secondo il principio applicato dalla Corte, l’esenzione ICI non spetta.
  • Una sentenza relativa a una diversa annualità tributaria non determina automaticamente un giudicato vincolante per gli anni successivi. Può rilevare l’accertamento di fatti comuni, ma non vincola sulla soluzione giuridica della questione, soprattutto quando questa costituisce il punto controverso.
  • La cassazione con rinvio non equivale a una decisione definitiva sulla pretesa fiscale: il giudice del rinvio dovrà riesaminare la controversia attenendosi ai principi di diritto enunciati e provvedere anche sulle spese.

Testo integrale

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