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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15270/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva confermato la responsabilità per reati di bancarotta (bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione e bancarotta fraudolenta documentale) per aver ceduto un ramo d'azienda senza pagamento e per la mancata conservazione/distruzione delle scritture contabili. Il ricorrente deduceva 1) vizio di motivazione e violazione dell'art. 546 c.p.p. per eccessiva motivazione "per relationem" e mancata disamina delle prove che avrebbero dimostrato l'assenza del dolo; 2) travisamento della prova in relazione alle dichiarazioni del teste Daniele Iorio e alla denuncia di furto dell'auto contenente faldoni con scritture contabili, che secondo il ricorrente escluderebbero l'elemento soggettivo dei reati contestati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la motivazione della Corte territoriale, pur sintetica e per relationem, abbia dato risposte essenziali, pertinenti e non illogiche alle censure; che il ricorrente non avesse fornito prove a sostegno dell'asserita utilizzazione della liquidità per pagare i debiti sociali; che il dolo generico per la bancarotta per distrazione non richiede consapevolezza dello stato di insolvenza né lo scopo di nuocere ai creditori ma la volontà di destinare il patrimonio a fini diversi; che la denuncia di furto del 2010 era generica e non bastava a dimostrare l'assenza di responsabilità, mentre la mancanza della documentazione e i bilanci depositati fino al 2008 erano coerenti con la valutazione di merito. Il ricorso è stato quindi respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Legge Fallimentare (art. 216, comma 1, nn. 1 e 2; art. 219, comma 2, n. 1; art. 223, comma 1)

    Norme che qualificano i reati di bancarotta patrimoniale/fraudolenta per distrazione e bancarotta documentale; applicate alla cessione del ramo d'azienda senza corresponsione e alla mancata conservazione/distruzione delle scritture contabili

  • Codice di Procedura Penale (art. 606, comma 1, lett. e)

    Motivo di ricorso per vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto le censure generiche e la motivazione della Corte d'Appello sufficiente

  • Codice di Procedura Penale (art. 546)

    Principio dell'obbligo di motivazione adeguata; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la motivazione per relationem, sebbene sintetica, abbia fornito risposta essenziale e non illogica

  • Costituzione, art. 111

    Richiama il principio del giusto processo e della motivazione delle decisioni; la sentenza ha ritenuto il diritto di difesa non leso dalla motivazione fornita

  • Sez. U., n. 22474 del 31/03/2016 (Rv. 266805) - giurisprudenza

    Principio interpretativo secondo cui per la bancarotta fraudolenta per distrazione è sufficiente il dolo generico: non è necessaria la consapevolezza dello stato di insolvenza né lo scopo di recare pregiudizio ai creditori

  • Sez. U., n. 6402 del 30/04/1997 (Dessimone) - giurisprudenza

    Affermato il limite della Corte di Cassazione nel rivedere la valutazione del merito: non è consentita una semplice 'rilettura' diversa delle risultanze probatorie

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8, conv. L. 176/2020

    Norma procedurale che ha consentito al Procuratore Generale di depositare richieste scritte ai fini della decisione; il PG ha concluso per l'inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • La motivazione "per relationem" è ammissibile se la sentenza richiamata è integrata da risposte essenziali, pertinenti e non illogiche alle censure; le doglianze generiche non bastano.
  • Per la bancarotta fraudolenta per distrazione è sufficiente il dolo generico: non occorre dimostrare la consapevolezza dello stato di insolvenza né l'intento di ledere i creditori, ma la volontà di destinare il patrimonio a fini diversi dalla garanzia delle obbligazioni.
  • La Corte di Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della prova: non costituisce motivo di legge la mera richiesta di una diversa valutazione delle risultanze processuali.
  • Al ricorrente spetta l'onere di indicare in modo preciso e circostanziato dove la motivazione è carente o illogica; allegazioni generiche o non comprovate risultano inammissibili.
  • Denunce di furto o documenti antecedenti non automaticamente escludono responsabilità se sono generici, non dettagliati o non coerenti con l'andamento della contabilità successiva; la mancanza di documentazione e i bilanci depositati limitatamente ad anni precedenti possono legittimare l'inferenza di occultamento.

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