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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19155/2025 del 22/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte di appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. Con un unico motivo, il ricorrente ha dedotto censure in parte manifestamente infondate sulla determinazione del tempus commissi delicti e, in parte, meramente riproduttive di doglianze già esaminate e disattese dal giudice di merito. In particolare, contestava la pretesa indeterminatezza dell'imputazione e la ritenuta violazione del diritto di difesa, sostenendo che non fosse chiaro il momento consumativo del fatto. La Corte ha rilevato che l'imputazione richiamava sia la data di notifica del provvedimento del giudice dell'esecuzione sia quella del sopralluogo eseguito dai Carabinieri, e che la decisione impugnata aveva già esaminato in modo specifico la questione relativa al trasferimento dell'immobile in cui si trovavano i beni sequestrati, di cui l'imputato era custode.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze fossero in parte manifestamente infondate e in parte reiterative di questioni di merito già adeguatamente valutate dalla sentenza impugnata con motivazione immune da vizi logici o giuridici. In conseguenza dell'inammissibilità, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, escludendo che il ricorso fosse stato proposto senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 334 c.p.

    Il momento consumativo del reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro può essere individuato, anche sulla base di elementi indiziari, nel momento dell'accertamento, salvo che sia rigorosamente provata l'esistenza di elementi idonei a rendere dubbia l'epoca di commissione del fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo che ricorra l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    Richiamata per affermare che la sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità presuppone che il ricorrente non abbia versato in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Nel reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro, il tempus commissi delicti può essere desunto anche in via presuntiva dal momento dell'accertamento, quando non risultino elementi concreti e rigorosi idonei a smentire tale ricostruzione.
  • È inammissibile il ricorso per cassazione che, sotto la veste di un unico motivo, riproponga censure di merito già esaminate e disattese con motivazione adeguata, senza confrontarsi specificamente con la ratio decidendi.
  • La dedotta indeterminatezza dell'imputazione non sussiste quando il capo d'accusa consenta di individuare con sufficiente precisione il fatto contestato attraverso riferimenti temporali e fattuali idonei a delimitare l'oggetto dell'addebito.
  • L'inammissibilità del ricorso determina la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, salvo che manchi ogni profilo di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieFavoreggiamento personaleImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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